Armani hotel, altri 20 anni con il fondo di Dubai

MILANO – La prima operazione del nuovo corso della Giorgio Armani spa sotto la guida del presidente Leo Dell’Orco e dell’ad Giuseppe Marsocci è quella di di rafforzare e allungare la partnership storica con il colosso di Dubai, la Symphony Global di Mohamed Alabbar negli alberghi di lusso.
Nuovi alberghi e resort di lusso nei prossimi 20 anni
Dopo l’hotel di via Manzoni a Milano, quello nel Burj Khalifa di Dubai e quello al Diriyah Gate di Riyadh che aprirà il prossimo anno, la società della moda ieri ha siglato un contratto pluriennale (20 anni, rinnovabili per altri 10) per costruire nuovi hotel o futuri resort di lusso, dove il gruppo Armani sarà coinvolto in tutti gli aspetti dell’architettura, degli interni, dell’arredamento, dei materiali, dell’illuminazione e del servizio. «Questa joint venture si basa su una partnership che ha già dimostrato la sua forza nel tempo – ha dichiarato ieri Marsocci – il consolidamento della nostra collaborazione con Mohamed Alabbar si inserisce nel solco delle partnership di lungo periodo che hanno sempre caratterizzato la nostra azienda e il modello di business “Armani”, come quelle con Luxottica e L’Oréal».
Più sinergie e ricavi in attesa della vendita del 15%
Il rinnovo e l’estensione della partnership – che è la premessa di importanti ricavi futuri – viene annunciato prima del processo di valorizzazione, voluto dallo stilista scomparso lo scorso 4 settembre, di una quota di minoranza della Giorgio Armani spa. Nel rispetto e nel solco delle volontà dello stilista, il gruppo a partire dal 9 settembre di quest’anno procederà alla vendita di un 15% del capitale della società «in via prioritaria» a Lvmh, Essilux e L’Oreal, o ad altre società «operanti nel mondo della moda e del lusso di pari standing». Pertanto il futuro acquirente di una quota di minoranza di Armani potrà fare conto anche sull’alleanza per lo sviluppo negli hotel e nei resort di lusso firmata ieri con Alabar.
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