Sport

Arianna Fontana: “Io chiamata in causa da Gravina. Ma ora andiamo oltre le etichette”


La risposta di Arianna Fontana alle esternazioni a caldo di Gabriele Gravina su “sport dilettantistico” e “sportivi di Stato” non si è fatta attendere. La campionessa olimpica di short track, tirata in ballo erroneamente come “sciatrice” dall’ex presidente Figc, ha scritto un lungo post sui social per raccontare la sua versione.

Il post di Arianna Fontana

Queste le parole della 35enne atleta valtellinese: “Martedì sera, finita la partita mi sono espressa attraverso una sequenza di stories su Instagram. Ho espresso come vedere la nazionale mancare una qualifica mondiale abbia fatto male, perché come paese siamo di più, perché dobbiamo volere di più, perché possiamo e lo abbiamo già dimostrato in tanti contesti e in tante discipline: alle Olimpiadi e Paralimpiadi estive e invernali, ai Mondiali, nel tennis, nei motori… Ho condiviso questo pensiero prima ancora di sentire e leggere le dichiarazioni del presidente Gravina e di altri colleghi italiani. Sono stata anche citata durante la conferenza stampa, ma più che sentirmi chiamata in causa personalmente, credo che il punto vero sia un altro. Oggi serve una riflessione più moderna e più rispettosa sul valore reale dello sport italiano e di chi lo porta avanti ad altissimo livello. E forse anche la definizione di “professionista” dovrebbe tenere più conto di questo che di altri aspetti. Sarò tra i pochi atleti a non far parte di un gruppo sportivo militare, ma ci sono tantissimi atleti e atlete che vengono ancora definiti “dilettanti” quando in realtà vivono, lavorano, si allenano e competono da professionisti ogni singolo giorno. Con gli stessi sacrifici. La stessa pressione. La stessa responsabilità. E spesso con meno tutele e meno riconoscimento. E quindi, forse, la parola “professionisti”, nello sport, andrebbe davvero ridefinita. Oltre le etichette”.


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