Toscana

Arezzo turistica… ma senza bagni: il paradosso che nessuno racconta :: Segnalazione a Arezzo

















Arezzo ama definirsi città turistica, ma manca delle infrastrutture più basilari: i bagni pubblici. Un problema che diventa evidente passeggiando per il centro storico. Se nella parte alta del Corso – tra Piazza Grande e il Prato – qualche servizio igienico è presente, la parte bassa, che comprende i Portici e via Vittorio Veneto, è completamente priva di soluzioni. Stessa situazione al terminal dei pullman, dove migliaia di persone transitano ogni giorno senza trovare un bagno pubblico. Questa carenza non è solo un disagio per i turisti, ma anche per i residenti, soprattutto per chi soffre di patologie croniche debilitanti che rendono indispensabile l’accesso rapido a servizi igienici. In una città che si proclama accogliente e turistica, è inaccettabile che manchino le fondamenta per garantire inclusione e solidarietà. I gestori di bar e ristoranti hanno ragione: non possono essere obbligati a mettere a disposizione i propri bagni a chi non consuma. Ma allora, dove devono andare turisti e cittadini in caso di necessità? Non è possibile che nel 2025 una città che punta al turismo non preveda punti toilette pubblici, anche a pagamento, come avviene in molte altre località italiane ed europee. La domanda è semplice: vogliamo davvero essere una città turistica per tutti, solidale e accessibile, oppure una città turistica per pochi? La risposta passa da scelte concrete, e i bagni pubblici sono una di queste.














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