aprono Colosseo e Porta Metronia
Meraviglie del passato, ma anche passi verso una mobilità futura più sostenibile. Questo l’impatto dell’apertura delle due fermate della Metro C nel centro storico romano, Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia.
Le stazioni, allestite anche come museo, sono state inaugurate stamattina dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dai ministri della Cultura Alessandro Giuli e delle Infrastrutture Matteo Salvini, e dai rappresentanti delle società costruttrici. Dalle ore 16:00 la tratta è in funzione per tutta la cittadinanza.
L’apertura consente alla terza linea della Capitale di creare finalmente rete anche con la metro B a Colosseo, dopo il nodo di scambio con la metro A a San Giovanni. Il futuro della metro C è poi rivolto verso la fermata Venezia, che, secondo Marco Cervone, direttore Costruzioni della tratta T3 per conto delle imprese guidate da Webuild, sarà pronta tra 10 anni, e le fermate Chiesa Nuova, San Pietro, Ottaviano e Clodio/Mazzini, che saranno invece ultimate nei prossimi 11 anni.
In fase di progettazione definitiva è infine la successiva tratta che comprende le fermate Auditorium e Farnesina. Le precedenti tratte sono state inaugurate nel 2014 (Pantano/Montecompatri-Parco di Centocelle), nel 2015 ( Parco di Centocelle-Lodi) e nel 2018 (San Giovanni).
Oltre a ridurre il carico delle altre linee e inserirsi a pieno titolo nella rete metropolitana, la nuova tratta della metro C regala poi alla città due spazi storici di pregio. La stazione Colosseo-Fori Imperiali, costruita su quattro livelli, vanta un’esposizione di preziosi reperti e manufatti romani rinvenuti nel sottosuolo dell’area e si trova a venti metri di profondità al di sotto di via dei Fori Imperiali.
L’estetica architettonica incrocia la modernità e l’antichità, e sono state riportate alla luce anche strutture termali private di ricchi romani dell’epoca.
La stazione Porta Metronia, invece, ha al suo interno un vero e proprio museo, che aprirà nei prossimi mesi, ove sarà esposta anche la caserma romana del II secolo d.C. “Domus del Comandante” e la Casa del Centurione, che si è riusciti a ricollocare nella loro posizione originaria al termine dei lavori.
I nuovi 3 km di binari sotterranei dimostrano poi come è possibile costruire metropolitane anche nei contesti archeologici più difficili in tempi ragionevoli, se confrontati con quelli medi necessari per la costruzione delle metropolitane in situazioni più semplici di quella romana.
I 13 anni ulteriori per questa estensione della Metro C potevano infatti essere accorciati, se si fosse scelto di non spezzettare le tratte e gli appalti per le precedenti tratte, costruendo l’opera in una volta sola: gli anni complessivi non sarebbero stati di molto più lunghi per l’intera linea.
La nuova tratta, realizzata dal consorzio Metro C guidato da Webuild e Vianini Lavori, con lavori commissionati da Roma Metropolitane per conto di Roma Capitale, consente finalmente all’intero quadrante sud-est della città di usufruire di collegamenti veloci con tutti i quartieri serviti dalla metro B, che sarà peraltro collegata direttamente alla C tramite un tunnel sotterraneo presso la stazione Colosseo, senza necessità di uscire in superficie.
L’auspicio espresso oggi dal sindaco Gualtieri è che siano garantiti i finanziamenti di 50 milioni di euro previsti dalla legge di bilancio per la prosecuzione della terza linea, opera fondamentale per il decongestionamento della città.
Il futuro della mobilità sostenibile della Capitale, insomma, passa ancora una volta dalla Metro C.
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