«Apri la banca». Rapina flop alla Bper della Baraccola, in manette 4 banditi

ANCONA Pensavano a un colpo facile, sono scappati a gambe levate. Due sono stati presi subito, altri due nel giro di poche ore. Il risultato: sono tutti finiti nel carcere di Montacuto i rapinatori che ieri mattina hanno tentato l’assalto alla Bper di via Primo Maggio. In arresto quattro napoletani, di 28, 30, 46 e 54 anni, fermati dalla task force imbastita dai carabinieri.
Ma il commando potrebbe essere composto da altri banditi: almeno uno, infatti, è riuscito a scappare a bordo di un furgone, parcheggiato al momento della fuga sul retro del complesso commerciale che ospita anche la filiale. Un punto dove la banda ha lasciato guanti e cappelli, alcuni dei quali utilizzati per il colpo e sequestrati dagli investigatori della Scientifica.
I fatti
Il blitz è scattato attorno alle 8.15, all’arrivo de primo dipendente. Doveva essere lui ad aprire la banca. Lo hanno intercettato quattro rapinatori, puntandogli una pistola alla testa. Indossavano cappelli, mascherine o avevano calato il cappuccio sulla testa. «Apri la banca e la cassaforte. Disattiva tutti gli allarmi» gli hanno detto, minacciandolo. Al momento dell’assalto, l’uomo stava al telefono con la moglie. Lei ha capito che qualcosa non andava, lanciando subito l’allarme al 112. L’impiegato ha condotto i rapinatori all’interno della filiale. Ci sono rimasti una manciata di minuti. Perché, nel frattempo, sono piombate alla Baraccola tre pattuglie dei carabinieri in sirena. I ladri, presi alla sprovvista, hanno lasciato all’interno della filiale due pistole, poi risultate essere giocattolo, e hanno tentato la fuga verso sud. Quando sono usciti dalla banca, c’è stato un faccia a faccia tra i rapinatori e la direttrice – rimasta imbottigliata nel traffico – che stava entrando in ufficio ed era già al telefono col comparto sicurezza.
La fuga
Due campani, i più giovani, sono stati bloccati nell’immediatezza: avevano provato a nascondersi nell’orto che si trova nei pressi di una casa vicino al benzinaio di via Primo Maggio. Per loro è scattato l’arresto in flagranza. Altri due hanno proseguito la fuga, sempre in direzione sud. Alla Baraccola hanno recuperato una Jeep che avevano nascosto.
La caccia
Per braccarli è partita una caccia a tutto campo, alimentata anche dalle immagini delle telecamere della zona, che hanno fornito un assist fondamentali ai carabinieri del Nucleo Investigativo e ai loro colleghi. Poco prima di pranzo, l’auto sospetta è stata fermata sulla Ss16, all’altezza dello svincolo di Torrette. Gli occupanti, di 46 e 54 anni, non hanno opposto resistenza.
Nei confronti dei campani è scattato il fermo, ma anche loro hanno raggiunto i presunti complici nel carcere di Montacuto. La caccia, però, continua: va, infatti, trovato il furgone utilizzato dal commando e con cui è fuggito almeno un bandito. Il dipendente a cui hanno puntato la pistola è stato subito interrogato dai carabinieri. Era sotto choc. «Se ho avuto paura? Eccome» ha detto. Lo ha salvato la prontezza della moglie. E pure la reattività dei carabinieri. Nelle prossime ore è attesa la convalida dei fermi e degli arresti.




