Approvato il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore di Torino
TORINO – Un passo storico per il futuro di Torino: oggi in Sala Rossa il Consiglio comunale ha approvato il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) con 24 voti favorevoli e 4 contrari. La deliberazione, già approvata dalla Giunta lo scorso dicembre, segna l’avvio di un percorso che dopo trent’anni dal precedente PRG disegnato da Augusto Cagnardi e Vittorio Gregotti, definirà le trasformazioni della città per i prossimi decenni.
Il voto di oggi è stato preceduto dalla presentazione dell’assessore all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni, e concluso dall’intervento del sindaco Stefano Lo Russo. Il nuovo PRG sarà pubblicato per raccogliere osservazioni da cittadini e associazioni e, successivamente, sottoposto a valutazione degli enti sovraordinati prima dell’approvazione definitiva.
Tre pilastri per Torino: innovazione, welfare ed ecosistema
Secondo Mazzoleni, il nuovo Piano non è solo uno strumento tecnico, ma un vero e proprio atto politico. “Se il PRG precedente ha saputo guidare la transizione postindustriale, oggi la città ha bisogno di una nuova architettura per affrontare sfide diverse: demografiche, economiche, ambientali e sociali”, ha spiegato.
Il Piano si articola su tre visioni strategiche:
- Torino città dell’innovazione, per una città connessa e competitiva, dove la rigenerazione urbana riattiva parti del tessuto cittadino esaurito.
- Torino città del welfare, con servizi accessibili e distribuiti equamente tra quartieri e comunità.
- Torino città-ecosistema, attenta a cambiamento climatico, mobilità sostenibile e qualità ambientale.
Mazzoleni ha sottolineato che il PRG non è una bacchetta magica: da solo non risolve tutto, ma permette di rendere più chiari e governabili i processi di trasformazione urbana, sostenendo investimenti e azioni pubbliche.
Reazioni politiche: tra consenso e critiche costruttive
Numerosi consiglieri hanno evidenziato l’importanza storica del provvedimento. Antonio Ledda (PD) ha definito il progetto preliminare “un passaggio decisivo per immaginare il futuro della città e valorizzare i 34 quartieri”. Silvio Viale (+Europa) ha chiesto di accelerare sul progetto definitivo per attrarre investimenti, mentre Ferrante De Benedictis (FdI) ha richiamato l’attenzione sulla crisi dell’automotive e sulla necessità di tutelare Mirafiori senza speculazioni.
Il centrodestra, rappresentato da Giuseppe Catizone (Lega), Domenico Garcea (FI) e Andrea Russi (M5S), ha sottolineato criticità come la chiarezza sulle periferie, i costi delle bonifiche, i parcheggi e la gestione dei diritti edificatori. Hanno inoltre evidenziato la necessità di regia pubblica forte per evitare speculazioni e garantire equilibrio tra interessi pubblici e privati.
Il gruppo PD e altri esponenti di maggioranza hanno ribadito il carattere innovativo e partecipativo del Piano. Claudio Cerrato (PD) ha ricordato che in sessant’anni la città ha approvato solo due PRG, nel 1959 e nel 1995, sottolineando la centralità del nuovo documento per la rigenerazione urbana, la tutela del commercio di prossimità e l’equità abitativa. Federica Scanderebech (FI) ha evidenziato l’importanza della riqualificazione del patrimonio esistente e della transizione energetica.
Una visione integrata per lo sviluppo della città
Il sindaco Lo Russo ha chiuso il dibattito sottolineando il ruolo strategico del PRG: “Non è lo strumento di una parte politica, ma il Piano di sviluppo complessivo della città. Serve una traiettoria di lungo periodo adattabile ai rapidi cambiamenti della vita quotidiana”. Il PRG poggia su quattro colonne portanti: sviluppo, coesione, sostenibilità e cura, mirando a garantire pari diritti e servizi a tutti i cittadini e a creare una Torino più competitiva anche a livello internazionale.
Il percorso ora entra nella fase di partecipazione pubblica, dove cittadini e associazioni potranno contribuire con osservazioni e proposte, aprendo la strada alla definizione del progetto definitivo e all’avvio delle trasformazioni che ridisegneranno la città nei prossimi anni.
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