approvata concessione d’uso per rigenerazione del complesso
Un pezzo di archeologia industriale nel cuore del quadrante Ostiense-Marconi si prepara a cambiare pelle.
L’ex stabilimento Mira Lanza, da anni chiuso e segnato dal degrado, potrebbe presto diventare un nuovo punto di riferimento per la vita universitaria della capitale.
La Giunta capitolina ha infatti approvato la concessione d’uso del complesso all’Università degli Studi Roma Tre, con l’obiettivo di trasformare gli spazi dell’antica fabbrica in uno studentato pubblico, affiancato da una foresteria per docenti e visiting professor.
Il provvedimento dovrà ora passare al voto definitivo dell’Assemblea Capitolina, ma segna già una svolta nel percorso di recupero di un’area che da troppo tempo attende una nuova destinazione.
L’intervento, infatti, punta non solo a riportare in vita uno dei simboli dell’archeologia industriale romana, ma anche a rafforzare l’offerta di alloggi universitari pubblici in una città sempre più segnata dalla difficoltà di trovare casa a prezzi accessibili.
Una concessione di lungo periodo
La decisione dell’amministrazione capitolina rientra nelle disposizioni che regolano l’utilizzo degli immobili di Roma Capitale per finalità di interesse generale.
Il complesso sarà affidato all’ateneo con una concessione della durata di trent’anni, rinnovabile e senza canone.
In cambio, l’università si assumerà interamente i costi e le responsabilità legate alla riqualificazione, alla manutenzione e alla gestione dell’area.
Un’operazione che prevede un investimento complessivo stimato in circa 30 milioni di euro e che consentirà di restituire nuova vita all’intero complesso industriale.
Un campus dentro l’ex fabbrica
Il progetto prevede la trasformazione completa degli spazi dell’ex Mira Lanza, considerato uno dei più significativi esempi di archeologia industriale della Roma post-unitaria.
All’interno degli edifici recuperati sorgerà uno studentato con circa 300 posti letto, affiancato da ambienti dedicati allo studio, alla socialità e alle attività culturali.
Accanto alle residenze universitarie troverà spazio anche una foresteria destinata ai visiting professor e ai docenti ospiti, con l’obiettivo di rafforzare il carattere internazionale dell’ateneo.
Nuovi spazi verdi e connessioni con il quartiere
La riqualificazione non riguarderà soltanto gli edifici. Il piano include anche un intervento sugli spazi esterni, con l’intenzione di migliorare il rapporto tra il complesso e il tessuto urbano circostante.
Tra gli interventi più rilevanti c’è la realizzazione del Parco Papareschi, un’area verde pubblica di circa un ettaro e mezzo che nascerà accanto allo stabilimento recuperato.
Il nuovo spazio sarà attrezzato e aperto sia agli studenti sia ai residenti, contribuendo a ridisegnare l’intero quadrante secondo le linee del progetto urbano Ostiense-Marconi.
I primi interventi già avviati
Il percorso di recupero è iniziato già nei mesi scorsi. A maggio dello scorso anno sono state effettuate le operazioni preliminari di bonifica e sgombero, con la rimozione dei rifiuti accumulati nel tempo e la pulizia delle aree esterne invase dalla vegetazione spontanea.
In queste settimane sono partiti anche gli interventi di messa in sicurezza degli edifici, che prevedono la rimozione delle parti più deteriorate e dei materiali abbandonati all’interno dei fabbricati.
Un progetto tra diritto allo studio e rigenerazione urbana
Per l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, la delibera rappresenta «un passaggio decisivo» per restituire alla città un luogo rimasto per troppo tempo ai margini.
L’intervento, spiega, consentirà di trasformare uno spazio segnato dall’abbandono in un polo capace di ospitare nuove funzioni sociali e culturali, migliorando la qualità della vita del quartiere.
Anche l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, sottolinea come la scelta di puntare su uno studentato pubblico sia legata alla crescente difficoltà, per molti giovani, di trovare alloggio nelle grandi città europee.
Recuperare un immobile pubblico e destinarlo alla residenzialità universitaria significa, secondo l’amministrazione, rafforzare concretamente il diritto allo studio e allo stesso tempo restituire alla collettività un patrimonio rimasto inutilizzato per anni.
Se il progetto riceverà il via libera definitivo dell’aula capitolina, l’ex Mira Lanza potrà così intraprendere una nuova stagione: da fabbrica dismessa a spazio di studio, incontro e vita universitaria nel cuore di Roma.
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