Appalti truccati per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano
Al centro del nuovo filone dell’inchiesta giudiziaria che ha portato questa mattina a sette perquisizioni personali, locali e informatiche e a un decreto di consegna documenti, ci sono due appalti – nel 2024 e 2025 – di forniture del nuovo grande ospedale del Sud Est barese, il ‘Monopoli-Fasano’, per un importo totale di 1 milione 300mila euro. E, in particolare, per le pareti attrezzate e la fornitura di carrelli. I decreti sono stati notificati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria del Comando provinciale di Bari all’ex direttore dell’area tecnica della Asl, Nicola Sansolini, arrestato a novembre 2024 e che qualche giorno dopo iniziò una collaborazione con gli inquirenti, al direttore dell’unità operativa complessa ‘Ingegneria Clinica’ della Asl, Angelo Maiano, e agli altri rup susseguitisi nei procedimenti Rocco Ianora e Giuseppe Volpe.
Sotto indagine uno dei collaboratori della Manens spa (l’azienda che si è occupata della progettazione dell’imponente opera) Francesco Ruggiero, uno dei soci della Favero Heath Projects spa, Giordano Favero, il general manager della Hospital Scientific Consulting srl (la ditta partner della Favero nella fornitura di carrelli), Vincenzo Braia, e la dipendente Giuseppina d’Aquino. Le accuse sono per tutti, in concorso tra loro e a vario titolo, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Si tratta degli sviluppi del filone d’inchiesta che a novembre 2024 portò alla luce appalti truccati nella Asl Bari, e affidati a imprenditori amici in cambio di mazzette. In tutto erano 17 gli indagati, 10 le persone che furono arrestate, tra cui Sansolini, che in un lungo interrogatorio illustrò agli investigatori il funzionamento del sistema corruttivo, aprendo nuovi fronti su cui indagare.




