Umbria

‘Appalti Lavanolo’: solo per 5 ci sarà il processo. Per Duca e Madonnini è tutto prescritto

Il giudice per l’udienza preliminare Giorgio Margheri ha rinviato a giudizio cinque persone coinvolte nell’inchiesta sugli appalti del servizio di lavanoleggio e ricondizionamento di dispositivi tessili e superfici antidecubito delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Umbria. I reati contestati a vario titolo dalla Procura della Repubblica di Perugia andavano dalla corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e turbata libertà degli incanti. Inizialmente erano 8 gli imputati più la Servizi Ospedalieri Spa: stamani il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per 6 persone – ritenendo prescritti i reati contestati a Emilio Duca e Fabio Madonnini – e per la società. Le difese, da parte loro, hanno chiesto il proscioglimento di tutti gli imputati. Al termine di una breve camera di consiglio il giudice ha ridimensionato il quadro accusatorio stabilendo che per Reno Vitali, Patrizia Valentinucci, Silvano Mei, Ennio Ruggeri e Fabio Luppino il processo inizierà il 4 maggio prossimo davanti ai colleghi del secondo collegio (presidente Giuseppe Narducci, a latere Marco Verola e Nicolò Granocchia). 

Prescrizioni e proscioglimenti Per Emilio Duca e Fabio Madonnini , rispettivamente difesi da Francesco Falcinelli e Vincenzo Maccarone, è stata dichiarata la prescrizione dei reati. Prosciolti Cristian Calvi e la Servizi Ospedalieri. «Si è definita per il dottor Duca in senso favorevole la lunga e complessa vicenda processuale in relazione alla quale il mio assistito fin dall’inizio aveva evidenziato il proprio corretto comportamento – dice Francesco Falcinelli uscendo dall’aula -. Prendiamo atto con soddisfazione dell’epilogo decisorio». «Si conclude per Fabio Madonnini una vicenda in cui era rimasto coinvolto pur in assenza di qualsiasi comportamento illecito – le parole di Vincenzo Maccarone -. La prescrizione è intervenuta prima di un accertamento nel merito ma accogliamo comunque con soddisfazione l’esito del giudizio.

Le parti civili del processo Parti civili in questo procedimento si erano costituite la Regione Umbria e Cittadinanzattiva. «La Regione Umbria ha subìto un notevole danno all’immagine – scriveva l’avvocato Anna Rita Gobbo nella richiesta avanzata per conto della presidente Stefania Proietti – oltre un notevole pregiudizio economico connesso all’erogazione dei finanziamenti di cui al fondo sanitario regionale all’Asl, anche con riferimento ai servizi pubblici di cui ai contratti di appalto». Rincarava la dose Cittadinanzattiva parlando di «condotte di particolare gravità e disvalore, morale e sociale, avendo l’inchiesta portato alla luce un vero e proprio modus operandi con cui un dipendente pubblico avrebbe messo ‘stabilmente a disposizione’ di soggetti privati la sua funzione e i suoi poteri». Gli imputati sono difesi dagli avvocati Luciano Ghirga, Simone Manna, Carlo Di Casola, Giorgio Beni, Giuseppe Caforio, Matteo Policastri ed Elisa Scaroina.

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