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Apocalisse Italia, per la terza volta di fila non giocheremo i Mondiali

La maledizione non si infrange e l’Italia va all’inferno nella notte di Zenica. Per la terza volta di fila gli azzurri restano fuori dai Mondiali, giustiziati dalla Bosnia dopo i disastri con Svezia nel 2018 e Macedonia del Nord nel 2022. La coppa in America sarà affare di 48 squadre, mai così tante nella storia, ma tra loro non ci sarà chi l’ha vinta quattro volte.

Finisce coi rigori sbagliati da Esposito e Cristante e Bajraktarevic a lanciare la festa, ma il disastro è iniziato molto prima, al 41′, con l’espulsione di Bastoni che aveva trasformato la partita in un assedio. E, nella pioggia finale, scivolano via anche le illusioni azzurre. A Zenica la strada lungo il fiume Bosna è tappezzata di murales. Uno è scritto in italiano, ‘vado pazzo per quei 90 minutì. Quasi alla lettera ciò che Gattuso aveva detto ieri, “chi gioca a calcio vive per notti così».

Il Bilino Polje è uno stadio malmesso di periferia, se fuori contesto. Ma in notti così è un fortino capace di trascinare i bosniaci, che nel cuore della Steel City non sono in vena di regali. Non con la storia a portata di mano. Lo stadio non è pieno, 9.500 spettatori su una capienza di 13mila, ma i novemila bosniaci bastano e avanzano per promettere l’inferno agli azzurri. In parterre anche il presidente della Uefa Aleksander Ceferin oltre alla leggenda del tennis Novak Djokovic. Prima del via c’è un gesto di raro fair play. Man mano che lo speaker li annuncia, i bosniaci applaudono i giocatori italiani. E quando suona l’inno si alzano tutti in piedi. Poi un altro applauso.

Hanno esaudito il desiderio del capitano Dzeko, che aveva chiesto questo gesto come riconoscimento per l’amichevole del 1996, quando gli azzurri furono i primi a giocare in Bosnia dopo la guerra. Chissà quanti tra il pubblico sanno che all’epoca vinse la giovanissima nazionale balcanica 2-1, nell’ultimo atto della gestione Sacchi.

La partita

Si comincia con l’Italia che cerca di costruire, si porta più volte al limite dell’area e la Bosnia pronta a giocare di rimessa, i primi tiri – velleitari – sono suoi. Al 15′ la scossa. Retegui va in pressing sul portiere bosniaco Vasilj che pasticcia e la regala a Barella, assist per Kean che a tu per tu con l’estremo difensore la piazza. È il vantaggio, ma l’illusione di una serata in discesa dura un istante prima che si scateni la reazione rabbiosa della Bosnia. Dzeko ci prova dal limite dell’area ma va alta, poi tocca a Bajraktarevic e ci mette una pezza Mancini, quindi Basic impegna Donnarumma. L’Italia cerca di riguadagnare metri, Retegui impegna Vasilj, ma l’iniziativa resta nei piedi dei Dragoni.

Poi al 41′ il disastro di Bastoni, che atterra Memic lanciato verso Donnarumma. Rosso diretto, lo stadio esplode come per un pareggio e i Dragoni chiamano il pubblico ad alzare ancora i decibel. Gattuso corre ai ripari, via Retegui ed entra Gatti. Gli spazi si stanno aprendo e l’intervallo arriva come una liberazione. A metà partita la Bosnia ha tirato 13 volte e l’Italia due. Il canovaccio del secondo tempo è scritto nei cambi dell’intervallo. Gattuso si copre, fuori Politano e dentro Palestra.

Barbarez porta avanti il baricentro, dentro Tahirovic e Alajbegovic per Sunjic e Kolasinac. Adesso è un assedio. C’è un lampo, al 60′, quando Kean intercetta un pallone a metà campo e si invola verso la porta con solo Vasilj davanti. Ma il tiro è alto e l’iniziativa resta alla Bosnia. Al 71′ quando Kean lascia il posto a Esposito. Con lui entra anche Cristante, che rileva Locatelli. Contemporaneamente Basic e Memic cedono il testimone a Tabakovic e Burnic.

Una manciata di secondi dopo Donnarumma si supera in tuffo su Tahirovic, poi Esposito tocca il primo pallone mandandolo alto sulla traversa opposta. E al 79′ la Bosnia pareggia. Dedic punta Dimarco e crossa, Dzeko stacca su Mancini, Donnarumma salva ma sul tap-in a porta vuota Tabakovic fa esplodere il Bilino Polje. Inutile il Var per un possibile fallo di Dzeko. Lo stadio è incandescente, Gattuso si gioca l’ultimo cambio mandando Frattesi a rilevare Barella.

Donnarumma deve salvare all’87′ su un colpo di testa di Demirovic. Supplementari, esce Dimarco ed entra Spinazzola. La Bosnia continua ad attaccare, eppure alla fine del primo tempo l’Italia ci crede ancora. Al 102′ Muharemovic ferma fallosamente Palestra lanciato verso la porta. Giallo e punizione dal limite, che Tonali manda sulla barriera. Qualche secondo e ancora Palestra imbecca Esposito, che di testa a colpo sicuro trova Vasilj a sbarrargli la strada.

Esposito ci riprova in avvio di secondo tempo, ma la palla gli viene deviata in angolo. L’ultimo brivido nel recupero del secondo tempo supplementare, quando Frattesi atterra Dzeko che cercava l’ultima occasione. Poi i rigori, gli errori dal dischetto, la festa della Bosnia e le lacrime azzurre per una maledizione che non ha fine. E un arbitro, Turpin, che dopo la Macedonia del Nord conquista il macabro record di aver lasciato a casa di Mondiali per due volte l’Italia.

Il tabellino

BOSNIA (4-4-2): Vasilj, Memic (26′ st Burnic), Muharemovic, Katic, Kolasinac (1′ st Alajbegovic), Dedic, Bajraktarevic, Sunijc (1′ st Tahirovic) Basic (27′ st Tabakovic), Demirovic, Dzeko (12 ikic, 22) Zlomislic, 2 Mujakic, 3, 8 Gigovic, 9 Bazdar, 21 Radelj. All. Barbarez.

ITALIA (3-5-2): Donnarumma, Mancini, Bastoni, Calafiori, Politano (1′ st Palestra), Barella (40′ st Frattesi), Locatelli (26′ st Cristante), Tonali, Dimarco (1′ pts Spinazzola), Retegui (43′ st Gatti), Kean (26′ st Pio Esposito) (12 Carnesecchi, 22 Meret, 6 Buongiorno, 20 Cambiaso, 14 Pisilli, 10 Raspadori). All. Gattuso

Arbitro: Turpin (Fra)

Reti: nel pt 15′ Kean, nel st 34 Tabakovic.

Angoli: 9 a 4 per la Bosnia

Recupero: 3′ e 3′; 2′ e 1′

Sequenza rigori: Tahirovic gol; Esposito alto; Tabakovic gol; Tonali gol; Alajbegovic gol; Cristante traversa; Bajraktarevic gol

Note: espulso Bastoni al 42′ pt per fallo su ultimo uomo. Ammoniti Donnarumma per proteste, Frattesi, Muharemovic e Katic per gioco falloso. Spettatori 9.500


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