>>>ANSA/ La minaccia di Trump, ‘dazi a chi non si allinea sulla Groenlandia’ – Altre news
(di Michele Esposito)
“Potrei imporre dazi ai Paesi
che non sono d’accordo sulla Groenlandia”. Rieccola l’arma
preferita da Donald Trump, le tariffe commerciali. Questa volta
il presidente americano decide di metterla sul tavolo
transatlantico più caldo, quello della Groenlandia. Sulla più
grande isola non continentale al mondo la tensione resta
altissima e l’impressione é che, nonostante l’insistenza
dell’amministrazione Trump, Washington rischi di finire in un
cul de sac, complice una certa compattezza ritrovata dall’Ue. Ma
ora il tycoon ha alzato ulteriormente la posta, evocando una
nuova guerra dei dazi. E con l’obiettivo non dichiarato di
dividere l’Europa.
Nel giorno in cui il governo italiano ha presentato la sua
strategia per l’Artico, il Belgio – con un solo, simbolico,
ufficiale – ha deciso di unirsi al gruppo di Paesi che hanno
inviato forze militari negli ultimi giorni in Groenlandia. Ma,
soprattutto, gli Stati Uniti sono stati formalmente invitati da
Copenaghen a unirsi alle esercitazioni militari europee: anche
perché – afferma la capitale danese – “quando la guerra in
Ucraina sarà terminata la Russia ridispiegherà la sue risorse in
altri teatri, compreso l’Artico”.
La mossa dell’invito agli Usa conferma quindi la vera natura
della missione Arctic Endurance: più che un’esercitazione di
truppe di Paesi europei si tratta di una mossa diplomatica,
costruita per delineare un terreno di intesa con Washington. Con
una prospettiva: che la missione sia l’embrione di una
iniziativa più strutturata, questa volta sotto il controllo
dell’Alleanza Atlantica. “Stiamo parlando con la Nato. La Nato
si sta occupando con noi della questione”, ha affermato lo
stesso Trump: “Abbiamo un disperato bisogno della Groenlandia
per la sicurezza nazionale. Se non la otteniamo, avremo una
lacuna nella sicurezza nazionale, per quanto riguarda le nostre
attività relative alla difesa missilistica e a tutto il resto”.
Lunedì sarà proprio il segretario generale dell’Alleanza Mark
Rutte a ricevere il ministro della Difesa danese, Troels Lund
Poulsen, e la ministra degli Esteri di Nuuk Vivian Motzfeldt.
Non sono previsti punti stampa, a testimonianza del fatto che,
nel quartiere generale Nato, si entrerà nel merito della
proposta da inviare a Trump per venire incontro alla sua
esigenza di un Passaggio a Nord Ovest impermeabile alle mire di
Cina e Russia ed evitare, allo stesso tempo, uno scontro totale
con Danimarca e Europa. L’idea di un Paese Nato – gli Usa – che
attacca un altro Paese dell’Alleanza – la Danimarca appunto – a
Bruxelles è vista un po’ come la fine del mondo finora
conosciuto. Nel frattempo, dal Servizio di Azione Esterna
dell’Ue, nelle scorse ore è stato chiarito che la Groenlandia “è
parte del Regno della Danimarca ed è coperta dalla clausola di
solidarietà reciproca ex articolo 42 dei Trattati”. Anche se – è
stato precisato – “la questione non si pone”.
La nuova minaccia di Trump sul fronte tariffario rischia però
di aprire una nuova fase nella contesa tra Ue e Usa e conferma
ancora una volta come il tycoon sia ben lontano dall’abbassare i
toni. A marzo, inoltre, Washington ha già collocato la prima
missione dell’inviato Usa per la Groenlandia, Jeff Landry. Il
dossier è stato tra i temi affrontati nel colloquio telefonico
tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il suo omologo
americano Marco Rubio, presumibilmente, sarà uno dei punti caldi
degli incontri che si terranno a margine del Forum di Davos la
prossima settimana. Dal Brasile intanto Ursula von der Leyen ha
ribadito la sua linea sul fronte dazi: “Il commercio
internazionale – ha detto – non è un gioco a somma zero: tutti
possono e devono beneficiarne”.
Nel risiko dell’Artico, nel frattempo, si è mossa anche
Mosca. “La Russia parte dal presupposto che la Groenlandia sia
territorio del Regno danese. per Trump il diritto internazionale
non è una priorità”, ha sottolineato il Cremlino. Ma la
posizione di Vladimir Putin resta non chiarissima. La crisi in
Ucraina e le prospettive negoziali con gli Usa hanno il proprio
peso. E forse non è un caso che il caponegoziatore di Mosca
Kirill Dmitriev, abbia commentato l’intesa commerciale tra
Ottawa e Pechino con un sarcastico tweet: “Il Canada annuncia la
partnership strategica con la Cina. Può il 52° Stato fare
questo? (la Groenlandia sarebbe il 51°)”. Parole che
testimoniano come, ancora una volta, i punti di incontro tra il
Cremlino e la Casa Bianca siano a portata di mano.
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