>ANSA-FOCUS/ Sanzioni e garanzie di sicurezza, ‘l’Ue vuole restare al tavolo’ – Altre news
(di Michele Esposito)
Ci sarà una fase in cui anche
l’Europa dovrà sedersi al tavolo dei negoziati. Non subito, ma
quando si comincerà ad entrare nel vivo su due aspetti chiave
del post-guerra in Ucraina: le garanzie di sicurezza e la
ricostruzione. E’ con questa convinzione che, a Bruxelles, si
sta guardando ai colloqui “costruttivi” di Abu Dhabi, i primi
con Stati Uniti, Ucraina e Russia seduti nella stessa stanza.
L’Ue non può che accogliere con favore gli eventuali
progressi per la fine del conflitto. Con un’appendice: quel
conflitto riguarda l’intero continente. Ad un certo punto,
insomma, l’Europa dovrà entrare in campo. E dovrà sciogliere un
nodo importante: sedersi al tavolo con Mosca. Su questo, l’Ue è
divisa, con Francia e Italia che, nelle settimane scorse, hanno
tuttavia anticipato come, prima o poi, il tema dovrà essere
affrontato.
Le parole durissime di Volodymyr Zelensky da Davos nei
confronti dell’Ue non ne hanno cambiato la strategia nel breve
termine. Sostegno a Kiev e aumento della pressione su Mosca sono
le due direttive sulle quali l’Unione si muoverà nelle prossime
settimane. Giovedì, al Consiglio Affari Esteri, si comincerà a
parlare del ventesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della
Russia. L’obiettivo è colpire ancora una volta le casse del
Cremlino, allargando la lista delle imbarcazioni della flotta
ombra da colpire. Lo schema, come già è accaduto in passato,
prevede che il via libera al nuovo pacchetto arrivi il 24
febbraio, quando i ministri degli Esteri dei 27 torneranno a
riunirsi a Bruxelles. Resta il solito nodo da superare: i veti
di Ungheria, Slovacchia e forse anche Repubblica Ceca. Su questo
punto, tuttavia, una sponda potrebbe venire proprio da Donald
Trump, che da tempo chiede maggiore incisività anche nel
sanzionare Mosca.
E’ sull’eventuale dopoguerra, tuttavia, che a Palazzo
Berlaymont si stanno già interrogando. L’Europa si sta
attrezzando a mettere in campo le garanzie di sicurezza per Kiev
con il minimo aiuto americano. Parigi, Londra e Berlino
dovrebbero guidare la strategia militare per tutelare l’Ucraina
da eventuali nuovi attacchi. Parallelamente, come illustrato in
un documento fatto girare tra le 27 capitali nei giorni scorsi,
l’Ue sta preparando la sua strategia per la ricostruzione
ucraina, prevedendo la mobilitazione di 800 miliardi di dollari
tra capitali privati e pubblici. C’è, infine, l’aspetto della
responsabilità giuridica di quanto fatto dalla Russia. Consiglio
d’Europa e Ue hanno ufficialmente avviato l’iter per
l’istituzione del Tribunale speciale per i crimini di
aggressione contro l’Ucraina.
“Questo accordo rappresenta un passo importante verso la
garanzia della giustizia e della responsabilità per il popolo
ucraino, senza le quali non può esserci una pace duratura”, ha
spiegato il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain
Berset. L’Ue ha invece annunciato la messa in campo di dieci
milioni di euro per il Tribunale. La sua funzione sarà
importante su diversi aspetti, non da ultimo quello del
congelamento degli asset russi. Ursula von der Leyen ha già
anticipato che quei beni resteranno immobilizzati finché
l’aggressore non pagherà.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Source link



