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>ANSA-FOCUS/ Sanchez show al Pse, ‘credibili solo se coerenti’ – Altre news

(dell’inviato Marcello Campo)
Tenere sempre fede ai propri
principi, difendere i diritti, dall’aborto al salario minimo,
lottare contro il cambio climatico e per una casa accessibile,
senza paura, sapendo che si possono battere le destre sempre più
aggressive solo se si è credibili. Un obiettivo raggiungibile a
patto di essere coerenti, convinti delle proprie idee, senza mai
fare passi indietro. E’ la ricetta proposta dal premier spagnolo
Pedro Sanchez, nel suo applauditissimo intervento show con cui
il Partito socialista europeo ha chiuso il suo Congresso ad
Amsterdam.

   
Assise ospitate da Frans Timmermans, il padre del ‘Green
deal’, misura simbolo della scorsa legislazione europea, e in
lizza per battere alle prossime politiche olandesi i sovranisti
di Geert Wilders. “Frans è un mio amico, spero presto di poterlo
chiamare collega al prossimo vertice dei premier”, lo ha
salutato Sanchez che con il suo giubbotto di renna, jeans scuri,
scarpe da ginnastica e sguardo rilassato, di fatto è stata la
star della manifestazione. Sa che il suo governo è visto dalla
sinistra mondiale come un faro, capace di fare passi avanti sul
fronte della giustizia sociale, dell’indipendenza energetica, e
al contempo essere paese guida della crescita economica in
Europa. “L’Fmi di recente ha certificato gli ottimi risultati
che abbiamo ottenuto: alcuni parlano di modello spagnolo ma io
vorrei parlare di modello europeo, socialdemocratico europeo”,
ha aggiunto tra gli applausi.

   
Quindi ha lanciato un chiaro monito alle cosiddette destre
moderate, pronte ad allearsi ai partiti nazionalisti, citando
una frase attribuita a John Fitzgerald Kennedy: “Quelli che
scioccamente cercano il potere cavalcando la schiena di una
tigre finiscono per esserne divorati”. Come dire: alleandosi
alle forze sovraniste si rischia di essere fagocitate dalle loro
politiche radicali.

   
Un congresso che inevitabilmente ha parlato molto spagnolo:
la penisola iberica nel campo progressista europeo, nella
Bruxelles che conta, schiera un tridente formato da Pedro
Sanchez al Consiglio, Teresa Ribera, vicepresidente alla
Commissione, e Iratxe Garcia Perez, capogruppo al Parlamento
europeo. Ma molti altri ospiti hanno arricchito la due giorni
nella splendida ex sede della Borsa cittadina: dal presidente
brasiliano Lula, anche lui in vista di elezioni, al vicepremier
inglese, David Lammy. Ma non solo politici: sono intervenuti,
tra i tanti, anche Yulia Navalnaya, vedova del leader
dell’opposizione russa Alexei Navalny, e l’economista Mariana
Mazzucato. E anche i sindaci, da quello di Roma, Roberto
Gualtieri, nominato presidente della Rete dei sindaci delle
Capitali e delle Grandi Città del Pse, a quello di Barcellona
Jaume Collboni, in prima linea contro i danni provocati
dall’overtourism.

   
Dopo la rielezione del presidente, lo svedese Stefan Löfven,
e aver sancito l’espulsione di Smer, il partito slovacco di
Robert Fico, il Congresso si è concluso con un tributo alla
resistenza italiana. Tutti i leader presenti, compresa la
segretaria dem Elly Schlein, si sono abbracciati di fronte alla
platea, cantando Bella ciao, ormai un inno riconosciuto
globalmente.

   

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