>ANSA-FOCUS/ ‘L’Ue sia indipendente’, arriva il piano terre rare – Altre news
(di Marcello Campo)
In un mondo in cui gli altri
attori globali si muovono velocemente, in cui la competitività è
legata alla sicurezza, l’Europa deve tenere il passo. Deve
riformare le proprie istituzioni per dare risposte adeguate agli
shock della geoeconomia, essere indipendente, dalla difesa alle
terre rare. Ma per farlo ha bisogno di una nuova mentalità, di
sentire l’urgenza del momento, di aver coraggio e voglia di
indipendenza.
E’ il monito lanciato da Ursula von der Leyen al Forum 2025
Berlin Global Dialogue. La presidente della Commissione non ha
parlato della riforma delle riforme, quella del superamento
dell’unanimità, rilanciata solo ieri da Mario Draghi con la
formula del “federalismo pragmatico”. Una materia che riguarda
di più il Consiglio. Tuttavia, per quello che le compete, ha
avanzato alcune proposte concrete per evitare il rischio di
essere irrilevante, messa all’angolo dalla competizione Usa-
Cina. Ha annunciato una regolamentazione unica per le imprese
innovatrici, ma soprattutto ha lanciato un nuovo piano per
salvare le imprese europee dalla possibile scarsezza delle terre
rare cinesi. Si chiama RESourceEU, sulla falsariga
dell’iniziativa REPowerEU, creata per rispondere allo stop del
gas russo.
“Oltre il 90% del nostro consumo di magneti delle terre rare
proviene dalle importazioni dalla Cina: un rischio – ha
sottolineato – per l’Europa e i suoi settori industriali più
strategici, dall’auto alla difesa all’aerospaziale, dai chip di
intelligenza artificiale ai data center. Cercheremo soluzioni
con Pechino, ma siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti a
nostra disposizione per rispondere, se necessario, a questa che
è una sfida strutturale”. Una frase che sembrerebbe non
escludere il ricorso all’eventuale bazooka del sistema
anti-coercizione. Ma per ora la presidente si è limitata a
proporre nuove partnership con paesi come l’Ucraina e
l’Australia, il Canada, il Kazakistan, l’Uzbekistan, il Cile e
la Groenlandia.
Il piano infatti, come ha riferito il commissario Stéphane
Séjourné, prevede l’incremento della produzione in Ue, la
diversificazione delle importazioni e la protezione delle catene
del valore. Inoltre, un centro congiunto di acquisto e
stoccaggio strategico ispirato al modello giapponese. “Ciò che
abbiamo fatto con il vaccino contro il Covid – è la sua sintesi
– possiamo farlo per la nostra sicurezza economica, con le
materie prime”.
Secondo von der Leyen, come ha dimostrato la guerra in
Ucraina e la crisi energetica causata dallo stop al gas russo,
ormai è impossibile distinguere il dossier sicurezza e difesa da
quello della crescita economica, vale con Mosca come con
Pechino: “Abbiamo visto le catene di approvvigionamento globali
dispiegarsi come vettori di pressione. Ogni settore è preso di
mira, dall’energia ai dati, dall’alimentazione alle tecnologie.
La guerra ha prodotto una crisi dolorosa che ha messo a nudo la
nostra eccessiva dipendenza dal petrolio e dal gas russi: una
lezione – ha chiarito – che non possiamo mai permetterci di
ignorare o dimenticare. Siamo ora in un’era di geoeconomia
conflittuale”.
Per uscirne vivi ha citato anche i contatti con le Filippine,
la Thailandia, la Malesia, gli Emirati Arabi Uniti e altri
mercati emergenti per evitare strozzature nelle catene di
approvvigionamento. Insomma, l’Ue deve usare il suo peso
geoeconomico “in modo da trovare il suo posto nell’economia
globale odierna”. “L’Europa ha tutto ciò che serve per farlo. Ma
– ha ammonito – servirà una nuova mentalità: avere il senso
dell’urgenza, coraggio e voglia di indipendenza”.
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