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>ANSA-FOCUS/ L’alert di Aspides alle navi, ‘massima cautela nel Mar Rosso’ – Altre news

(di Mattia Bernardo Bagnoli)
Un ulteriore inasprimento delle
tensioni in Medio Oriente sta gettando nuove ombre sulla
sicurezza delle rotte marittime internazionali e sulle catene di
approvvigionamento globali. La missione navale europea Aspides
ha diffuso un allerta di massima sicurezza, avvertendo la
comunità marittima di un “significativo aumento del livello di
minaccia” nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. “Sembra essere
giunto il momento in cui gli Houthi possano impegnarsi
attivamente nel conflitto”, si legge nel bollettino di
aggiornamento pubblicato dalla missione Ue sul proprio account
ufficiale.

   
Secondo l’analisi di Aspides, i recenti lanci di missili
contro Israele rappresentano soltanto il primo passo di una
strategia più ampia. “Il secondo – prosegue la nota – potrebbe
consistere nella ripresa degli attacchi contro le navi
mercantili che transitano nel raggio d’azione delle armi degli
Houthi”. La raccomandazione per gli armatori è categorica: tutte
le imbarcazioni che navigano nelle aree interessate devono
procedere “con la massima cautela”. In particolare, viene
suggerito alle navi mercantili legate a Israele o agli Stati
Uniti di evitare del tutto il transito nel Mar Rosso e nel Golfo
di Aden “finché la minaccia non si sarà attenuata”. Per le altre
imbarcazioni, invece, l’invito è a continuare a inviare le
proprie richieste di assistenza, senza però abbassare la
guardia.

   
Il quadro dipinto dalla missione europea è pesante: “In
questa fase riteniamo che le capacità militari degli Houthi
rimangano intatte e consistenti”. Di fronte a questo scenario,
le direttive generali per la comunità marittima restano
invariate: evitare in ogni momento di entrare nelle acque
territoriali yemenite e, ove possibile, navigare più vicino alla
costa africana per ridurre l’esposizione a potenziali minacce.

   
L’escalation ha già prodotto conseguenze operative sul campo.

   
Aspides ha comunicato di aver rafforzato le misure di protezione
per le navi assistite, con un conseguente “maggiore impiego di
risorse militari”. Tuttavia, poiché tali risorse non sono state
potenziate, ciò comporterà “tempi di attesa più lunghi per le
navi che richiedono protezione ravvicinata”. Un cortocircuito
che rischia di tradursi in nuovi ritardi per il commercio
mondiale.

   
Mentre l’allarme sicurezza tiene banco a Bruxelles, un’altra
emergenza, meno visibile ma altrettanto strategica, affiora
dalle pagine del Financial Times. Il quotidiano britannico
scrive che crescono i timori di una imminente crisi dell’elio,
un gas fondamentale per la produzione di microchip (inclusi
quelli per l’intelligenza artificiale) e per il funzionamento di
dispositivi medici.

   
Il problema, spiega il FT, è che il Golfo Persico è un
importante esportatore di elio, un sottoprodotto del gas
naturale. La scorsa settimana, una filiale statunitense della
francese Air Liquide ha dichiarato forza maggiore sui contratti
di fornitura, avvertendo i clienti di non poter garantire gli
ordini a causa del conflitto in Medio Oriente. “Constatiamo una
significativa contrazione della catena di approvvigionamento
globale di elio”, ha dichiarato Matthieu Giard di Air Liquide
Usa. In questo contesto di fuoco incrociato, si inserisce la
voce della diplomazia europea. Il presidente del Consiglio
Europeo, Antonio Costa, ha espresso la piena solidarietà dell’Ue
ai paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo. “L’Ue esprime
la propria solidarietà di fronte ai continui attacchi aerei e
con droni da parte dell’Iran che prendono di mira i civili e le
infrastrutture della regione: gli attacchi devono cessare
immediatamente”, ha dichiarato.

   
Al termine di una telefonata con Mohamed Bin Zayed, Costa ha
ribadito che l’Ue è al fianco degli Emirati Arabi Uniti, tra i
paesi più colpiti. “L’Ue continua a esortare tutte le parti a
allentare la tensione e a dare una possibilità alla diplomazia,
nell’interesse della sicurezza e della stabilità in Medio
Oriente”, ha concluso Costa.

   

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