>>>ANSA/ ‘Budapest informa Mosca sui summit Ue’, nuovo scontro su Orban – Altre news
(di Michele Esposito)
Una doppia rivelazione del
Washington Post accende ulteriormente la campagna elettorale
ungherese mentre entra nella sua fase finale. Secondo il
quotidiano americano il governo di Viktor Orban da tempo
fornisce a Mosca una finestra sulle discussioni più sensibili
all’interno dell’Ue. Il tramite sarebbe il ministro degli Esteri
Peter Szijjarto, che informerebbe “in diretta” la controparte
russa di quanto accade nei summit. La rivelazione del Wp
potrebbe non essere priva di conseguenze in Europa e, nel
frattempo, ha già generato un aspro scontro tra Polonia e
Ungheria. Il tutto mentre a Budapest attendono, nelle prossime
ore, l’arrivo dei Patrioti, pronti a dare un ultimo sprint
all’alleato in difficoltà nei sondaggi.
Le presunte ‘spiate’ dello staff di Orban ai Consigli europei
non sono l’unica notizia contenuta nel Washington Post. Il
quotidiano, infatti, ha rivelato un altro indizio sulla solida
amicizia tra Budapest e il Cremlino: i servizi russi nei giorni
scorsi avrebbero proposto misure drastiche per cercare di
ribaltare il risultato del voto in Ungheria, come un finto
attentato ad Orban. Una strategia chiamata ‘The Gamechanger’,
‘la svolta, per “alterare radicalmente l’intero paradigma della
campagna elettorale”. “Un incidente del genere sposterà la
percezione della campagna elettorale dal piano razionale delle
questioni socioeconomiche a quello emotivo e i temi centrali
diventeranno la sicurezza dello Stato, nonché la stabilità e la
difesa del sistema politico”, si legge nel rapporto dei servizi
russi visionato dal Wp.
Il governo ungherese ha immediatamente bollato come “fake
news” quanto pubblicato Oltreoceano. Ma la questione si
preannuncia tutt’altro che chiusa. “La notizia che lo staff di
Orbán informi Mosca in ogni dettaglio delle riunioni del
Consiglio europeo non dovrebbe sorprendere nessuno. Nutrivamo
sospetti al riguardo già da tempo. Questo è uno dei motivi per
cui intervengo solo quando strettamente necessario e dico solo
quanto basta”, ha sottolineato su X il primo ministro polacco
Donald Tusk. Il ministro degli Esteri Radosław Sikorski, sempre
su X, ha pubblicato l’articolo del Wp chiedendo spiegazioni
direttamente al suo omologo ungherese. “State mentendo per
sostenere il Partito di Tisza affinché abbia un governo
fantoccio pro-guerra in Ungheria. Non lo avrete!”, ha replicato
Szijjarto.
Il nuovo caso Orban avviene in un momento delicatissimo nei
rapporti tra l’Ue e l’Ungheria, dopo che Budapest ha confermato
il suo veto al prestito di 90 miliardi di Kiev. A Bruxelles
attendono due cose: la riparazione dell’oleodotto Druzhba (casus
belli per il no di Orban al prestito europeo) da parte di Kiev e
l’esito delle urne in Ungheria. La portata del voto del 12
aprile andrà ben oltre i confini magiari. E anche il fronte
sovranista ne è consapevole. Non è un caso che i Patrioti si
siano dati appuntamento per lunedì a Budapest, in una kermesse
organizzata anche per rilanciare Orban nei sondaggi. Anche il
leader della Lega Matteo Salvini sarà presente, mentre in
Polonia sta facendo discutere la presenza nella capitale magiara
del presidente Karol Nawrocki, acerrimo nemico di Tusk. E’
invece ancora avvolta nella nebbia la data del presunto viaggio
a Budapest di JD Vance. Possibile che, a questo punto, il
vicepresidente americano faccia tappa in Ungheria solo nei
prossimi giorni, ancora più a ridosso del voto.
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