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Anno scolastico 2025/26: il Codacons denuncia la “fiera dell’inutile” tra zaini hi-tech, astucci da 60 euro e libri con nuove edizioni che fanno lievitare la spesa delle famiglie oltre i 1.300 euro

Alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico 2025/2026, il Codacons lancia un nuovo allarme sui costi che gravano sulle famiglie italiane. Non bastano i rincari già registrati su libri di testo e materiale di cancelleria.

Ora a pesare sul bilancio domestico è una vera e propria “fiera dell’inutile”, fatta di prodotti che nulla hanno a che fare con lo studio ma che vengono proposti come indispensabili. Si va dagli zaini hi-tech con luci led e speaker wireless ai diari venduti a 40 euro, fino ad astucci che superano i 60 euro e a zaini griffati oltre i 200 euro. Una dinamica che, secondo l’associazione dei consumatori, porta la spesa complessiva per ogni studente a sfiorare i 1.300 euro annui, cifra considerata ormai insostenibile da moltissime famiglie.

Libri scolastici e nuove edizioni, un mercato senza freni

Il problema non riguarda solo gli articoli di tendenza: la criticità maggiore continua a essere legata ai libri scolastici. Molti istituti adottano nuove edizioni che contengono modifiche minime rispetto a quelle precedenti, ma con prezzi più alti. Una prassi che, sottolinea il Codacons, alimenta una spesa gonfiata artificialmente. L’Antitrust aveva già segnalato in più occasioni come i tetti di spesa fissati dal Ministero dell’Istruzione si rivelino inefficaci, poiché i collegi docenti non sono sottoposti a reali strumenti di controllo. Anche le regole introdotte dall’Associazione Italiana Editori non hanno portato benefici concreti: basti pensare all’articolo 25 del codice Aie, che stabilisce una soglia del 20% di variazione nei contenuti per definire “nuova” un’edizione. Una clausola ritenuta eccessivamente vaga, tanto da includere perfino semplici modifiche grafiche. Nel frattempo, il libro cartaceo continua a dominare le adozioni dei docenti, mentre le versioni digitali restano marginali.

Un business in crescita nonostante il calo demografico

I dati economici parlano chiaro: nel solo 2024 le vendite di libri di testo hanno generato un giro d’affari di circa 800 milioni di euro, con un incremento del 13% in dieci anni. Una crescita che stride con l’andamento demografico: tra il 2019 e il 2024 il numero di studenti italiani è calato di quasi 600.000 unità, pari a un -7%. Nonostante la flessione della popolazione scolastica, il mercato non si ridimensiona e continua a spingere su rialzi che, secondo il Codacons, minano concretamente il diritto allo studio. L’associazione chiede al governo e all’Antitrust di introdurre controlli stringenti sulle adozioni e di porre limiti rigidi alla “giungla dei prezzi”, con l’obiettivo di fermare un meccanismo che continua a gravare su milioni di famiglie italiane.


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