Anna Moroni: «Sono stata operata alla testa dopo una caduta, ho rischiato il coma»
Un brutto spavento per Anna Moroni, una delle cuoche più popolari della televisione. È proprio lei a raccontare una vicenda personale che l’ha portata a un passo da conseguenze molto gravi. Ospite di La volta buona, condotto da Caterina Balivo, Anna Moroni ha parlato della sua disavventura, iniziata in modo del tutto innocuo e trasformata nel giro di pochi giorni in un’emergenza medica.
«Ero andata a un supermercato vicino casa, mentre passavo dall’ingresso però si sono chiuse le porte e sono caduta. Mi ero fatta un piccolo bozzetto alla testa, allora avevo chiamato il medico ma lui mi aveva rassicurata», ha spiegato in studio. Una caduta che non sembrava preoccupante, ma che con il passare dei giorni ha iniziato a dare segnali allarmanti.
I continui giramenti di testa hanno spinto il medico di famiglia a prescriverle una risonanza magnetica. L’esame ha fatto emergere una situazione di serio pericolo. «Sono andata a farla la mattina dopo e alle 18 mi hanno operata, avevo un ematoma. Stavo per finire in coma», ha raccontato la cuoca, spiegando quanto l’intervento sia stato tempestivo e necessario.
L’operazione e il decorso post-operatorio sono andati bene. «Sono stata in terapia intensiva per una notte, dopo due giorni sono tornata a casa e ho cominciato subito a cucinare», ha aggiunto con ironia, rassicurando i telespettatori sulle sue condizioni. Quello che le è capitato è stato un episodio serio, risolto nel migliore dei modi, ma Anna Moroni ha voluto condividerlo per ricordare quanto, in certi casi, sia fondamentale non sottovalutare i segnali che arrivano dal corpo.
Anna Moroni è diventata, negli anni, un punto di riferimento per il grande pubblico grazie alla lunga partecipazione a La prova del cuoco, lo storico programma culinario che ha preceduto È sempre mezzogiorno. Ne è stata colonna portante per quasi un ventennio: il suo spazio era introdotto dalla celebre sigla delle «fettuccine di nonna Pina», diventata un vero marchio di riconoscimento, e il suo stile diretto e familiare le ha fatto guadagnare il soprannome affettuoso di «Annina».
«A maggio del 2002 ero all’Oscar del vino e un conoscente comune mi ha presentato ad Antonella. Lei appena ha sentito la mia voce mi ha fatto subito chiamare dagli autori. Il 9 settembre mi hanno convocato per un provino. Sono andata, ho fatto una “cacio e pepe”… e non mi hanno più lasciato andare via», ricorda colei che è riuscita a bucare lo schermo proprio per quella sua voce così particolare, stridula e riconoscibile: «Ce l’ho sempre avuta così. E pensare che da piccola mi fecero togliere le tonsille pensando che potesse cambiare. Non è successo. E meno male, perché è stata la mia fortuna».
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