Cultura

Anjimile – You’re Free To Go

C’è  qualcosa di liberatorio nel nuovo album  creato da Anjimile Chithambo che fin dal titolo, “You’re Free To Go”, anticipa i temi di cambiamento e accettazione di sé che sono il fulcro di questi dodici brani.

Credit: Bandcamp

Una nuova immediatezza nata dalla collaborazione col produttore  Brad Cook (Waxahatchee, Hurray for the Riff Raff, Mavis Staples)  e Nathan Stocker (Hippo Campus)  Matt McCaughan (Bon Iver) Sam Beam (Iron and Wine) in un invito a scoprirsi e lasciarsi andare.

Metabolizzata la rabbia di “The King” che descriveva cosa significa essere una persona nera e trans nell’America di oggi, uscito tre anni dopo l’esordio “Giver Taker”, la ricerca continua con la scoperta di una condivisa e gioiosa non – monogamia che ha portato un nuovo senso di consapevolezza in canzoni che rivelano fin dalle prime note della title track una raffinata indole pop non più nascosta ma esibita con calore.

Vulnerabilità e arpeggi di chitarra acustica che raccontano la meraviglia di scoprirsi liberi e senza freni, la stessa celebrata in “Rust & Wire” melodica e suadente, in “Waits for Me” che guarda al passato e al presente con dolore e serenità. Diverte “Like You Really Mean It”, l’eleganza di “Exquisite Skeleton” è uno dei momenti migliori insieme all’intensa “Ready Or Not” e all’accorata “Afarin”.

Un disco che rilegge sonorità indie pop e folk classiche con la sicurezza di chi ha trovato la propria strada dopo molte difficoltà, rivelando una solidità sonora (soprattutto in brani come “Turning Away” o “The Store”) che non fa rimpiangere la ferale intensità di “The King”

Un percorso importante quello fatto da Anjimile Chithambo che parla di vergogna e silenzi, transizione e rapporti familiari in tutta la loro complessità, nel crescendo melodico di “Destroying You” e nella dolorosa “Enough” che continua a cercar risposta alle domande che popolavano “Mother”e “Father”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »