Ambiente

Anicav, bene iniziativa Carloni a sostegno della filiera del pomodoro da industria – Mondo Agricolo

“L’Anicav accoglie con grande favore
l’interrogazione presentata dall’onorevole Carloni, presidente
della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ai
ministri Lollobrigida e Schillaci, volta a tutelare la filiera
italiana della trasformazione del pomodoro rispetto ai rischi
connessi al crescente incremento delle importazioni di derivati
del pomodoro provenienti dall’Egitto”. E’ quanto rende noto in
una nota l’Associazione nazionale industriali conserve
alimentari vegetali.

   
“L’Italia – segnala l’associazione di settore – è il secondo
trasformatore di pomodoro al mondo, dopo gli Usa e prima della
Cina, con un fatturato di 5,5 miliardi di euro, di cui oltre il
50% derivante dall’export”. “Il nostro Paese è, inoltre –
aggiunge Anicav – il primo produttore ed esportatore di derivati
del pomodoro destinati direttamente al consumatore finale che
rappresentano l’emblema della cucina italiana nel mondo”. “Negli
ultimi anni – commenta nel merito l’associazione – comincia a
pesare la concorrenza di Paesi sia europei, ma soprattutto
extraeuropei, come l’Egitto, che stanno iniziando a produrre ed
esportare le stesse nostre referenze, polpa e passata, a costi
significativamente inferiori”. “Solo nell’ultimo semestre 2025 –
sottolinea Anicav- le esportazioni dall’Egitto verso il mercato
europeo sono aumentate dell’85,77%”. “Sul nostro sistema
industriale – afferma Marco Serafini, presidente di Anicav –
grava una forte preoccupazione legata alla penetrazione dei
mercati occidentali ed europei da parte di realtà che non
possono vantare i profili di qualità, sicurezza alimentare,
sostenibilità ambientale ed eticità della produzione italiana, e
che immettono sul mercato, soprattutto sotto forma di
semilavorati, prodotti a basso costo che determinano fenomeni di
concorrenza sleale”. “All’Europa – commenta il direttore Anicav
Giovanni De Angelis – abbiamo chiesto regole chiare alla messa
in commercio di derivati del pomodoro a basso costo provenienti
da Paesi che producono sotto le soglie minime di sostenibilità
ambientale e sociale, è necessario introdurre vincoli di
reciprocità, tutti devono avere e rispettare le stesse regole.”

   

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