Andy Diaz è oro nel triplo ai Mondiali di atletica indoor: per l’azzurro 17,47 al primo salto
Un solo salto per vincere il mondiale. Il primo, quello che serve a Andy Diaz per salire a 17,47, in una fase in cui la gara del triplo è appena iniziata e non ci sono certezze. Ma è quel che basta per rivincere il titolo e riconfermarsi campione del mondo indoor a dodici mesi dal trionfo di Nanchino. L’azzurro di origini cubane ha visto avvicinarsi durante la finale i suoi avversari: a un certo punto il giamaicano Jordan Scott ha fatto un terzo salto da 17,33, e l’algerino Yasser Mohammed Triki un quarto da 17,30, ma la loro progressione è finita e Andy Diaz ha potuto aggiungere al suo bronzo olimpico di Parigi un secondo oro iridato indoor. Non è riuscito ad arrivare agli ultimi salti Andrea Dallavalle, vice campione del mondo a Tokyo: al terzo salto è arrivato a 16,90, senza riuscire ad alzare la sua quota in una gara in cui per il podio servivano quaranta centimetri in più. Settimo alla fine.
L’alto femminile
In un Mondiale di altissimo livello l’ucraina Yaroslava Mahuchikh ha confermato di essere tornata regina nel salto in alto: dopo il terzo posto ai Mondiali di Tokyo si riprende l’oro mondiale indoor dopo quattro anni, un argento a Glasgow e un bronzo a Nanchino. Per la primatista del mondo e campionessa olimpica è decisiva quota 2,01 superata al primo tentativo, a 1,99 si fermano l’australiana Nicola Olyslagers, la serba Angelina Topic e l’altra ucraina Yuliia Levchenko.


Delusione nei 60 metri
Non ce l’hanno fatta i due velocisti azzurri dei 60 metri, fermati entrambi in semifinale. Più vicino al livello dei migliori è Samuele Ceccarelli, che eguaglia lo stagionale di 6’’61 con un quinto posto in un serie impressionante con Trayvon Bromell (6’’42) e Kishane Thompson (6’’47). Ottavo invece Filippo Randazzo nella sua semifinale. Qualificata l’ottocentista Eloisa Coiro, che nonostante la febbre degli ultimi giorni vince la batteria in 1’59’’87, a undici centesimi dal personale, miglior tempo del primo turno. Ottimo Federico Riva, mai così competitivo a livello mondiale sui 1500: si candida per una finale da protagonista domenica. Va a riprendere lo sloveno Markelj e tiene a distanza gli altri avversari vincendo in sicurezza, mentre non ce la fa Pietro Arese che si spegne nel giro conclusivo. Ci sarà un’azzurra nella finale dei 1500 per la prima volta in 21 edizioni dei Mondiali indoor: Ludovica Cavalli con un affondo a 300 metri dal traguarda si aggancia alla francese Agathe Guillemot assicurandosi una delle posizioni utili per il passaggio del turno: “È per mia mamma che è stata male” la dedica della ligure, “nonostante tutto ha preso un aereo ed è qui insieme a me. È la mia roccia”.


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