Scienza e tecnologia

Android 17 cambia look: ecco come sarà la nuova interfaccia “sfocata”

Google sta lavorando in modo silenzioso ma costante sull’aspetto di Android 17, e le prime immagini trapelate mostrano un cambio estetico che punta tutto sulla sfocatura. Un approccio che arriva dopo la rinfrescata di Material 3 Expressive dell’anno scorso, ma con un obiettivo più contenuto e meno appariscente (com’è giusto che sia).

Il risultato crea una sensazione di profondità che accompagna molte parti dell’interfaccia e che riprende una scelta introdotta già con Android 16, senza però trasformarne completamente la struttura.

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Cosa cambia nell’interfaccia

Il nuovo effetto di blur non sostituisce gli elementi della schermata, ma li rende traslucidi, lasciando intravedere ciò che si trova immediatamente dietro. La scelta riguarda vari componenti della system UI, che passano così da superfici opache a pannelli semi‑trasparenti.

Nel caso del pannello del volume, la classica forma a pillola che contiene cursore, interruttori e opzioni si presenta ora più leggera alla vista.

Quando appare sulla schermata iniziale permette di riconoscere sfondo e icone, mentre all’interno delle applicazioni lascia filtrare parte dell’interfaccia retrostante.

Lo stesso effetto arriva anche sul foglio completo del volume e nei menu di accensione, creando un comportamento coerente tra gli elementi più utilizzati. Tutte queste sfocature assumono la tinta del tema Dynamic Color, che uniforma l’aspetto del sistema.

Nonostante l’impatto visivo ci sia, l’intervento rimane senz’altro più discreto rispetto al lavoro svolto su Material 3 lo scorso anno. Alcuni componenti subiscono dei ritocchi, ma l’interfaccia continua a comportarsi nello stesso modo, senza deviazioni funzionali.

Google aveva già iniziato a sperimentare le sfocature nei pannelli delle notifiche e dei Quick Settings con Android 16 QPR1, spiegando che una sfocatura leggera permette di mantenere il contatto con le app in uso.

Android 17 prosegue su quella linea, con un approccio più discreto rispetto alle trasparenze di Liquid Glass su iOS, che dal punto di vista grafico osano di più, e pertanto possono anche dividere maggiormente l’opinione pubblica.

Qui si tratta invece di qualcosa di efficace, ma “delicato”.

Al momento il blur non fa parte delle linee guida Material 3 per le app, e non è chiaro se Google intenda portarlo anche oltre i pannelli del sistema operativo. Una decisione che richiederebbe interventi più ampi, il coinvolgimento degli sviluppatori, e che al momento non emerge dalle informazioni disponibili.

In attesa della versione definitiva, questa nuova estetica suggerisce un sistema che preferisce piccoli passi a interventi drastici, e del resto nessuno si aspettava stravolgimenti in tal senso, dopo che il Material 3 Expressive è stato introdotto da così poco tempo.


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