«Andava a più di 100 km/h, fatico a trovare le parole». Le foto
«L’auto mi ha investito arrivando a più di 100 Km/h». Nella giornata di ieri, mentre si trovava in ritiro a Gran Canaria, il cilcista professionista marchigiano Gianmarco Garofoli è stato coinvolto in un incidente stradale. L’anconetano classe 2002, durante l’allenamento, è stato urtato e fatto cadere da un’automobile che proveniva a gran velocità alle sue spalle. L’automobilista è poi fuggito senza prestare soccorso. Nella serata poi Garofoli è andato in ospedale per sottoporsi ad accertamenti medici che fortunatamente hanno escluso fratture o complicazioni.
Si stava allenando
Il corridore della Soudal Quick-Step Pro Cycling Team si stava allenando con i dispositivi di sicurezza necessari (luce posteriore e giacca rifrangente). Accortezza che non è stata sufficiente ad evitare l’incidente. Oggi Garofoli ha riconosciuto l’automobile che lo ha colpito, denunciando il fatto alla Guarda Civil. Il tema della sicurezza acquisisce sempre e più importanza e non è possibile ignorarlo.
La denuncia

«Oggi faccio fatica a trovare le parole – ha raccontato – Queste foto raccontano un momento che mi ha segnato più di quanto riesca a spiegare. Sono stato investito da un pirata della strada: arrivava da dietro, a tutta velocità, oltre i 100 km/h, ben oltre il limite. Ero perfettamente visibile: indossavo uno smanicato giallo fluo e avevo la luce rossa posteriore lampeggiante accesa. Nonostante questo, non ha rallentato, non si è spostato, non ha fatto nulla. È sbucato alle mie spalle e mi ha colpito con lo specchietto (vedi foto postate su Instagram) e con la parte anteriore dell’auto. In quell’istante ho capito che se mi avesse preso in pieno, probabilmente oggi non sarei qui. Dopo l’impatto mi sono sentito impotente, fragile, completamente in balia di qualcosa che non potevo controllare. Ma la cosa più brutta non è stata solo la botta: è stato vedere che non si è fermato. È scappato, lasciandomi lì sull’asfalto, come se la mia vita non contasse nulla».




