Salute

Ancora raid israeliani a Gaza: “29 morti”. E le Idf operano, per la prima volta, nel nuovo “corridoio Morag”

Ancora morti a Gaza: sarebbero almeno 29 palestinesi che sono rimasti uccisi in operazioni israeliane nella Striscia a partire dalle prime ore di sabato. Lo affermano fonti mediche citate dalla tv satellitare al-Jazeera. Tutto questo avviene nel giorno della pubblicazione da parte del New York Times del video che smentisce l’esercito israeliano: mostra come ambulanze palestinesi e un camion dei pompieri fossero chiaramente contrassegnati e con le luci di emergenza accese quando l’Idf ha aperto il fuoco su di loro a Tel Sultan nel sud di Gaza lo scorso 23 marzo. Immagini che contraddicono la versione israeliana sull’uccisione di 15 operatori sanitari, i cui corpi sono stati ritrovati questa settimana in una fossa comune. Solo dopo la pubblicazione del video l’esercito israeliano ha riconosciuto che la dichiarazione secondo cui le ambulanze avevano le luci spente era errata e si basava sulla testimonianza dei soldati presenti.

Intanto i militari israeliani sono entrati mercoledì scorso nella zona del cosiddetto “asse Morag” nel sud della Striscia di Gaza, tra Rafah e Khan Yunis. Secondo quanto riferisce il Times of Israel è la prima volta dall’inizio del conflitto che le forze di terra operano in quest’area. “Le forze della 36esima Divisione tornano in azione nella Striscia di Gaza e hanno avviato le attività lungo il corridoio di Morag, dove le Idf operano per la prima volta, in parallelo alle attività in altre zone dentro e fuori dalla Striscia di Gaza – si legge in un post su X delle Idf – Sinora le forze israeliane hanno individuato armi ed eliminato decine di terroristi“. Sono stati diffusi foto e video delle attività militari. L’obiettivo dichiarato è “distruggere le infrastrutture terroristiche rimaste nella zona”. “Stiamo prendendo il controllo della ‘Morag Route’, sarà il secondo Corridoio Philadelphi, un’altra Philadelphi Route” nella Striscia di Gaza, aveva detto mercoledì il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il Corridoio Philadelphi è la striscia di terra al confine tra l’enclave palestinese e l’Egitto.

A Tel Aviv, invece, migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il governo e specialmente contro il viaggio di Netanyahu in Ungheria. Dure critiche sono arrivate dalle famiglie degli ostaggi che hanno accusato il premier durante una conferenza stampa: “Mentre gli ostaggi subiscono un olocausto e bevono acqua dai gabinetti, Netanyahu è in vacanza di lusso in Europa”, ha dichiarato Vicky Cohen, madre del soldato Nimrod Cohen, prigioniero a Gaza. E Hamas ha diffuso oggi un video sfocato di due ostaggi che sono in mano ai sequestratori da 547 giorni. La voce di uno di loro è stata identificata dalla famiglia di Maksym Harkin, del quale finora non si erano ricevute conferme che fosse in vita. “La famiglia dell’ostaggio Maksym Harkin conferma di aver identificato la sua voce” e “chiede che non vengano pubblicate immagini o spezzoni del video attuale e che venga rispettata la loro privacy”, ha fatto sapere il Forum dei familiari degli ostaggi.

Sul fronte giudiziario l’ufficio del Procuratore generale si è opposto alla richiesta degli avvocati del primo ministro israeliano di rinviare la sua testimonianza al processo per corruzione al fine settimana anziché lunedì e mercoledì, sostenendo che il suo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrà luogo lunedì e pertanto la testimonianza potrà svolgersi mercoledì. Gli avvocati di Netanyahu avevano chiesto di testimoniare giovedì pomeriggio, oppure venerdì mattina.


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