Ancona, Salesi choc, papà aggredisce un infermiere. Il figlio dimesso, ma stava ancora male. L’operatore: «Sembrava indemoniato»
ANCONA – «Quell’uomo era una furia, è arrivato di fronte al Triage del Salesi in preda alla rabbia, ha cominciato a dare colpi sulla vetrata e poi è entrato dentro all’ufficio, insultandomi e minacciandomi. Ho rischiato di prendere due schiaffi. Sono ancora impaurito: penso proprio di sporgere denuncia e chiederò alla direzione di non essere più impegnato direttamente allo sportello pubblico del Triage».
Quello dell’infermiere 53enne del Salesi non sembra un racconto che possa riferirsi al pronto soccorso di un ospedale, invece l’attualità ci ha abituati a casi simili. Un paio di settimane fa l’infermiere era regolarmente al suo posto di lavoro al Triage del Salesi. «Verso le 18 di domenica si è presentato un giovane padre di circa 35 anni che era accompagnato dalla moglie e dal figlio di 4 anni che lamentava dolori addominali. Il papà era già abbastanza adirato – dice l’operatore del Salesi – quando ha cominciato a battere violentemente i pugni sulla vetrata dell’ufficio minacciandomi e offendendomi. Sosteneva che il figlio avesse forti dolori e che già il giorno precedente, il sabato, si erano rivolti al Salesi dove i medici avevano effettuato un’ecografia ed esami del sangue per stabilire la diagnosi del malanno del bambino. Tutto risultava nella norma e il bimbo era stato dimesso». Evidentemente però la domenica i dolori si sono ripresentati: il padre del piccolo è tornato al Salesi ed è andato su tutte le furie. «Affermava che eravamo stati negligenti, che non avevamo dato il giusto peso al malanno del figlio – sottolinea l’infermiere – che avremmo dovuto ricoverarlo. Ha cominciato a mostrarsi violento e addirittura è entrato nel gabbiotto dove ero seduto, mi ha insultato e per poco non mi ha messo le mani addosso. Sembrava un posseduto e tanti bambini si sono messi a piangere. Ho chiesto l’intervento delle forze dell’ordine». Sul posto, al pronto soccorso del Salesi, sono giunte due auto della polizia e gli agenti hanno identificato il giovane padre e lo hanno condotto a più miti consigli. «Non è possibile lavorare in queste condizioni» sospira l’infermiere.




