Anci Toscana, con nuova Pac a rischio sistema Gal e Leader – Mondo Agricolo
La riforma della Politica agricola
comune per il mandato 2028-2034 con l’ipotesi di istituire un
fondo unico rischia di frenare la crescita, non solo del mondo
produttivo agricolo ma dell’intero sistema rurale, e pone
interrogativi sul destino dei Gruppi di azione locale (Gal) e
della programmazione Leader. Sono i temi al centro di un
incontro organizzato all’Accademia dei Georgofili di Firenze, da
Anci Toscana, come soggetto coordinatore dei Gal della Toscana.
L’appuntamento, si spiega in una nota, ha riunito
rappresentanti delle istituzioni comunitarie, amministratori,
esperti e associazioni, per condividere una riflessione sugli
scenari che si profilano nei prossimi anni e sul ruolo dei Gal
come motore di sviluppo locale. Dall’incontro fiorentino è
arrivata la richiesta di prevedere una riserva della parte
Leader mantenendo il ruolo dei Gal toscani come laboratorio di
innovazione e cooperazione per lo sviluppo delle aree rurali.
“E’ importante per accendere i riflettori sul tema della futura
programmazione europea – ha detto il direttore di Anci Toscana
Simone Gheri -. Si parla sempre di più di centralizzazione dei
fondi, mettendo un po’ da parte le Regioni: noi siamo invece per
mantenere, per i fondi di coesione e per quelli dedicati
all’agricoltura, un ruolo di rilievo nei confronti delle regioni
e dei territori, in modo che anche i Gal possano continuare ad
accompagnare lo sviluppo delle aree rurali e montane”. Raffaella
Di Napoli, coordinatrice del programma di attività della task
force Leader della Rete rurale nazionale del Crea (Consiglio per
la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agricola), ha
sottolinea che in Italia “sono 203 i Gal, coprono più del 60%
del territorio, più di 5mila i Comuni coinvolti, e le azioni di
accompagnamento e i progetti di comunità sono stati interventi
nei quali la Toscana è stata apripista a livello nazionale. Il
metodo Leader ha ancora un senso ma va aggiornato”. Per
l’europarlamentare Dario Nardella, intervenuto da remoto,
“quello che decideremo nei prossimi mesi a Bruxelles avrà un
impatto sui territori e siamo qui per fare un ponte fra le
istituzioni. I Gal sono molto di più che capitoli di spesa ma
presidi di democrazia”. Tra gli interventi e i saluti della
giornata, il presidente del Centro studi Gaia dell’Accademia dei
Georgofili Alessandro Pacciani, e Marina Lauri, presidente del
Gal MontagnAppennino.
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