Anche Tajani contro Francesca Albanese
“Le posizioni di Francesca Albanese nel suo ruolo di relatrice speciale dell’Onu non rispecchiano quelle del governo italiano. I suoi comportamenti, le sue affermazioni e iniziative non sono adeguate all’incarico che ricopre all’interno di un organismo di pace e garanzia come le Nazioni Unite”. Dopo una giornata di dichiarazioni da parte di Parigi e Berlino, si unisce anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al coro di condanna per le parole non dette (basta ascoltare il video integrale, senza tagli).
Giovedì prima la Francia, poi Germania (oltre a tutta la destra di governo italiana) hanno attaccato la Relatrice speciale dell’Onu per la Palestina. Bersaglio per una frase che, semplicemente, non ha mai detto. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, segue l’esempio del suo omologo francese e chiede le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite: “Rispetto il sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti. Tuttavia Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. La sua posizione è insostenibile“, ha scritto Wadephul su X.
Albanese è stata colpita dalle sanzioni degli Stati Uniti e mercoledì il francese Jean-Noël Barrot, intervenendo davanti all’Assemblea nazionale, aveva accusato la giurista di aver fatto “dichiarazioni oltraggiose e colpevoli” durante il forum di sabato 7 febbraio organizzato da Al-Jazeera e di aver “preso di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile”. Un’accusa falsa che non trova riscontro nel messaggio-video trasmesso durante l’incontro e pubblicato su X dalla stessa Albanese. “Il nemico comune dell’umanità”, ha scritto, “è il sistema che ha permesso il genocidio in Palestina”. E ieri sera collegata con il cinema Anteo di Milano – dopo la proiezione di Disunited Nations – la relatrice Onu aveva replicato: “Mi si accusa di antisemitismo per un video manipolato. Ora il ministro francese chieda scusa”.
“Francia, Germania e l’Italia sono Paesi grandemente vicini e prossimi ad Israele, quindi non mi meraviglio delle loro reazioni” ha detto a Piazzapulita su La7. Quello che ha detto il ministro francese Jean-Noël Barrot “a nome della Francia è gravissimo, perché è un attacco senza precedenti sulla base di informazioni non veritiere contro un esperto tecnico delle Nazioni Unite che comunque ha un alto rango all’interno del sistema, chiedendone addirittura le dimissioni. E tutto ciò che è stato detto di me è falso, quindi è diffamatorio. Però sta succedendo che la Francia ha aperto una faglia, perché praticamente dentro questa faglia si sono inserite Germania e Italia”.
L’Onu
“Non siamo sempre d’accordo con tutto quel che dice Francesca Albanese, ma sta agli Stati Membri, se non sono d’accordo con lei, usare i meccanismo in piedi per dissentire” ha detto il portavoce dell’Onu Stephane Dujarric rispondendo alle domande di giornalisti. Albanese è una “Special Rapporteur nominata dal Consiglio per i Diritti Umani. Ha il diritto di parlare e gli Stati hanno il diritto di appoggiarla o di criticarla. Se Stati Membri hanno problemi con lei è loro responsabilità agire nell’ambito del Consiglio dei Diritti Umani”, ha detto Dujarric, ribadendo l’importanza dell’istituto degli Special Rapporteurs nell’architettura delle Nazioni Unite. Le dimissioni di Albanese sono state chieste nei giorni scorsi dalla Francia, che il 23 febbraio porterà la questione all’attenzione del Consiglio per i Diritti Umani a Ginevra, e oggi anche dalla Germania.
La destra in Italia cavalca la polemica
In Italia, intanto, i primi a cavalcare la bufala sono stati i leghisti, seguiti a ruota dal resto della maggioranza. Un gruppo di deputati della Lega ha anche presentato una risoluzione nella quale chiedono che Albanese “lasci immediatamente l’incarico” perché una persona con le sue idee “ha ben poco da dichiararsi super partes e fomenta più che leciti sospetti sul suo antisemitismo“. Per il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri è giusta la richiesta di dimissioni “a seguito delle gravissime dichiarazioni rilasciate”: “Albanese è già nota per posizioni apertamente faziose e segnate da toni antisemiti. Tale figura continua a screditare non solo se stessa, ma l’intera istituzione che rappresenta”, ha aggiunto Gasparri.
Diametralmente opposte le dichiarazioni dai partiti di opposizione: “Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte: non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l’ombra dell’antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite”, scrive sui social Nicola Fratoianni di Avs che definisce la richiesta di dimissioni “assurda e incredibile strumentalizzazione politica”.
Tutto questo è “frutto di una campagna di manipolazione politica costruita dal gruppo UN Watch, che fa campagne contro l’Onu e che ha realizzato un video su Albanese tagliato ad arte per attribuirle una frase mai pronunciata”, sottolinea Angelo Bonelli. Per la vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, Carmela Auriemma, “siamo di fronte all’ennesimo tentativo di screditare chi osa fare ciò per cui è stata nominata: documentare, denunciare, portare alla luce violazioni del diritto internazionale e possibili crimini di guerra. Colpire Albanese significa mandare un messaggio preciso: chi denuncia, chi documenta, chi non si allinea, verrà isolato e attaccato. È un precedente pericoloso, che riguarda non solo una persona ma l’autonomia delle istituzioni internazionali e la credibilità del diritto internazionale stesso”, conclude
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