Anan Yaeesh condannato a 5 anni e 6 mesi per terrorismo, assolti gli altri due imputati
Di Vincenzo Diocleziano Di Natale
La Corte d’Assise dell’Aquila ha condannato Anan Yaeesh, cittadino palestinese, alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione nel processo per associazione con finalità di terrorismo. La sentenza è stata letta dal presidente del collegio, Giuseppe Romano Gargarella, al termine di una camera di consiglio durata circa sei ore. Assolti invece gli altri due imputati, Ali Irar e Mansour Doghmosh, per i quali la Corte non ha ritenuto provata la responsabilità penale. Yaeesh ha seguito la lettura del dispositivo in collegamento dal carcere di Melfi, dove è attualmente detenuto, mentre Irar e Doghmosh erano presenti in aula.
Chi è Anan Yaeesh Anan Yaeesh è un palestinese residente da tempo in Italia, arrestato nell’ambito di un’indagine che ipotizzava legami con organizzazioni palestinesi considerate terroristiche dalla magistratura italiana. Secondo l’accusa, Yaeesh avrebbe svolto un ruolo attivo nell’organizzazione, anche attraverso attività di supporto e collegamento. Prima del trasferimento a Melfi, Yaeesh era detenuto nel carcere di Terni, struttura che aveva ospitato una prima fase della custodia cautelare. Il suo nome era diventato noto anche per le iniziative di solidarietà e le mobilitazioni promosse da associazioni e movimenti pro Palestina, che hanno sempre sostenuto la sua innocenza e denunciato quello che ritengono un processo politico.
Momenti di tensione Alla lettura della sentenza non sono mancate forti reazioni, da parte di un presidio presente fuori dall’aula, composto da manifestanti pro Palestina, tra cui associazioni umbre come All Eyes on Palestine, che hanno contestato la condanna e accolto con favore l’assoluzione degli altri due imputati. Momenti di tensione che hanno accompagnato una vicenda giudiziaria seguita con attenzione anche fuori dall’Abruzzo.
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