ANAC approva il PNA 2025: focus su rotazione degli incarichi e contratti pubblici, la guida operativa

L’ANAC ha approvato il Piano Nazionale Anticorruzione 2025, che punta su digitalizzazione e trasparenza per semplificare le procedure amministrative. Il documento definisce regole rigide su incarichi e nomine, chiarendo i limiti per condanne e legami familiari.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha approvato in via definitiva il Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) 2025. Si tratta del documento che indirizza la strategia di prevenzione dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione per il triennio 2026-2028. Le nuove linee guida puntano con decisione sulla digitalizzazione delle procedure, sulla trasparenza e su regole più precise per chi assume incarichi pubblici. Vediamo cosa cambia per scuole ed enti locali.
Una strategia basata sui dati
Il nuovo piano introduce un cambiamento di approccio. Non si tratta più solo di adempiere a obblighi burocratici, ma di costruire una vera strategia basata su obiettivi misurabili. L’ANAC spiega: “Si tratta di un nuovo approccio che non sostituisce il precedente, ma che lo rafforza e mira a valorizzare ulteriormente i contenuti del PNA, presentandoli in una modalità innovativa, sintetica e immediatamente intellegibile”.
Per le amministrazioni, incluse le scuole, questo significa dover prestare maggiore attenzione alla qualità dei dati pubblicati. L’Autorità ha infatti annunciato il rilascio di nuovi strumenti tecnologici, come una Piattaforma Unica della Trasparenza, che verrà alimentata automaticamente dalle banche dati esistenti, riducendo così il carico di lavoro per gli uffici.
Incarichi e nomine: le regole sull’inconferibilità
Uno dei punti centrali del PNA 2025 riguarda le regole per l’assegnazione degli incarichi dirigenziali e amministrativi. L’ANAC ha chiarito i criteri di inconferibilità (l’impossibilità di ricevere un incarico) e incompatibilità (l’impossibilità di mantenerlo insieme ad altri ruoli).
L’Allegato 1 del Piano specifica dettagliatamente chi non può assumere ruoli di vertice. Ad esempio, chi è stato condannato, anche con sentenza non passata in giudicato, per reati contro la pubblica amministrazione, non può ricevere incarichi. Le restrizioni riguardano anche chi proviene da enti privati regolati o finanziati dalla stessa amministrazione. “A coloro che, nell’anno precedente, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione… non possono essere conferiti incarichi amministrativi di vertice”.
È interessante notare come l’incompatibilità possa estendersi anche ai familiari. Il documento precisa che: “L’incompatibilità sussiste altresì allorché gli incarichi, le cariche e le attività professionali indicate nel presente articolo siano assunte o mantenute dal coniuge e dal parente o affine entro il secondo grado”.
Attenzione ai contratti e al PNRR
Il Piano dedica ampio spazio alla gestione dei contratti pubblici, un settore delicato soprattutto con i fondi del PNRR in gioco. L’ANAC sottolinea l’importanza di utilizzare correttamente le Piattaforme di approvvigionamento digitale (PAD). Un uso scorretto, o il mancato utilizzo, viene identificato come un evento rischioso che può portare a ritardi o a una minore trasparenza.
Per mitigare questi rischi, l’Autorità suggerisce misure concrete, come “una specifica formazione sulle competenze digitali e di e-procurement rivolta ai propri dipendenti che utilizzano le PAD a partire dal RUP”.
Cosa devono fare le scuole e gli enti?
Le amministrazioni sono chiamate a un aggiornamento dei propri strumenti di prevenzione. Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dovrà coordinarsi con gli altri uffici per integrare queste novità nel PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione). L’obiettivo finale è creare Valore Pubblico, un concetto che il PNA definisce come “il miglioramento della qualità della vita e del benessere economico, sociale, ambientale delle comunità di riferimento”.
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