Ampliamento delle zone di protezione speciale, la Consulta delle associazioni ambientaliste sarde promuove la proposta
Bosa
Tra i territori interessanti anche quelli di Bosa, Suni e Montresta
Una protezione che non è sinonimo di blocco, ma un’opportunità per le comunità locali. Viene accolto con favore dalla Consulta delle associazioni ambientaliste della Sardegna il percorso avviato dalla Regione per l’ampliamento delle ZPS, zone di protezione speciale, inclusa quella denominata “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, che passerebbe da da circa 8.200 a più di 47 mila ettari.
Le proposte interessano complessivamente oltre 72 mila ettari e contribuirebbero a portare la copertura terrestre della Rete Natura 2000 in Sardegna dall’attuale 18,85% al 20,02%. Oltre all’area in Planargia, si aggiunge anche quelle della “Piana di Ozieri, Mores, Ardara, Tula e Oschiri” e l’istituzione della nuova ZPS “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”.
La Consulta delle ambientaliste della Sardegna, sostiene che i territori interessati dal progetto sono fondamentali per specie come Aquila di Bonelli, Grifone, Capovaccaio, Astore sardo, Gallina prataiola, Falco pescatore e Nibbio reale. Nell’area di Bosa, Suni e Montresta è inoltre presente il più importante nucleo riproduttivo naturale di Grifone in Italia, mentre nella Piana di Ozieri è presente una coppia di Aquila di Bonelli.
Come precisato dalla Consulta, le delimitazioni proposte dalla RAS sono basate su tracciamenti GPS, monitoraggi sul campo e aggiornamento delle Important Bird and Biodiversity Areas (IBA) e rispondono agli obiettivi europei e nazionali per la tutela della biodiversità. Per le associazioni ambientaliste risulta altrettanto importante il confronto avviato con Comuni, agricoltori, allevatori, operatori economici e comunità locali.
“Proteggere questi territori non significa bloccarli”, dice Francesco Guillot, coordinatore regionale per la Sardegna della Lipu ODV (Lega Italiana. Protezione Uccelli). “Natura 2000 nasce proprio per rendere compatibili la conservazione della biodiversità e le attività umane. Il confronto deve servire a chiarire gli effetti delle nuove designazioni, affrontare le criticità e costruire insieme modalità di gestione efficaci e condivise”.
La Consulta auspica che il percorso prosegua sulla base delle evidenze scientifiche e di un dialogo aperto con i territori. “La Sardegna custodisce una parte straordinaria del patrimonio naturale europeo”, dice Mauro Gargiulo, presidente di Italia Nostra. “Rafforzare la sua rete di tutela è quindi una responsabilità, ma può rappresentare anche un’opportunità per le comunità locali, per il turismo naturalistico, per le attività agricole compatibili e per una gestione più sostenibile e resiliente del territorio, anche di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici”.
Mercoledì, 23 settembre 2026
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