Marche

«Amore, vediamoci». Pesaro, adesca un ragazzino di 15 anni alla stazione, ora farà servizio sociale. Il 63enne aveva iniziato a mandargli messaggi chiedendo un incontro


PESARO Aveva adescato un 15enne alla stazione, poi le chat e le avances. Finito sott’inchiesta e poi a processo ora svolgerà lavori socialmente utili. E’ finito davanti al giudice un 63enne pesarese con l’accusa di adescamento di minore e detenzione di immagini pedopornografiche. Tutto si sarebbe consumato nell’inverno 2024 quando l’uomo aveva avvicinato il ragazzino alla fermata dell’autobus in stazione. Poi era riuscito ad ottenere il suo numero di telefono e tramite Whatsapp aveva iniziato a mandargli dei messaggi scritti e vocali con complimenti e avances. 

Gli inviti

Il tono era chiaro tanto da chiamarlo “amore” e dirgli che gli voleva bene. Ma oltre alle frasi sdolcinate, avrebbe voluto molto di più. L’uomo invitava il ragazzino ad incontrarsi per stare insieme, prospettandogli anche dei giri in macchina. Il ragazzino però non è caduto nella trappola e ne ha parlato coi genitori che hanno denunciato la situazione. Gli inquirenti hanno estratto le chat e sono andati dritti dal 63enne a cui è stato scandagliato il telefono cellulare.

L’analisi

Una analisi approfondita da cui è emerso che l’uomo aveva nella galleria foto dal contenuto pedopornografico. Così l’uomo è finito davanti al giudice con l’accusa di adescamento di minore e detenzione di materiale pedopornografico. L’avvocato Luca Gregori aveva avanzato la richiesta di una messa alla prova, ovvero lo svolgimento di lavori socialmente utili oltre alla proposta di risarcimento alla famiglia del ragazzino che si è costituita parte civile tramite l’avvocatessa Alice Terenzi.

Lavori utili

L’ammissione ai lavori di pubblica utilità è concessa per reati con pena detentiva non superiore a quattro anni, dunque il giudice aveva disposto la valutazione del programma da svolgere in ente benefici o coop che propongono interventi per il decoro urbano o la cura del verde.

L’inclusione

Ieri il giudice ha stabilito che il programma di lavori socialmente utili durerà 40 giorni per un totale di 80 ore da svolgere all’associazione Utopia che è impegnata nell’inclusione sociale grazie all’impiego di ragazzi diversamente abili. L’uomo ha offerto un risarcimento di 1000 euro che l’avvocato di parte civile in aula ha definito non soddisfacenti.




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