Altre riprese nel Fermano, il turismo cinematografico non è una fiction. E deve ancora uscire il film Blue con Rocco Siffredi
FERMO La fiction “Colpa dei sensi”, l’ultima in ordine di tempo tra quelle girate nel Fermano, ha avuto un grande successo. Questa, come altre produzioni, arrivano dopo il protocollo di intesa firmato in provincia tra la Marche Film Commission e i 40 comuni della provincia di Fermo. «É stata – spiega il presidente della Provincia, Michele Ortenzi – un’idea del presidente Andrea Agostini, condivisa da tutti i comuni. Sono poi arrivate produzioni importanti e l’obiettivo è di riuscire a essere sempre più attrattivi anche da questo punto di vista, per valorizzare al meglio la nostra Provincia».
Le riprese
Nelle riprese, sono al momento comparse principalmente Fermo e Porto San Giorgio. «Voglio ringraziare – spiega il sindaco sangiorgese Valerio Vesprini – Agostini e la Film Commission per aver investito sulle produzioni, perché come in altre regioni si promuove il territorio. Tra le produzioni un film deve ancora uscire, Blue, quello con Rocco Siffredi, ma nei giorni scorsi su Canale 5, con “Colpa dei sensi” si sono viste riprese mozzafiato della città».
Un po’ come fanno altre regioni, aggiunge Vesprini: «Penso alla Puglia o all’Umbria, con Spoleto in Don Matteo. Le mete turistiche sono importanti anche per il turismo di prossimità e no. Le produzioni investono e hanno investito nella città (e nel territorio). Poi pensiamo agli attori e ai propri post social, che diventano virali, come quello che fece Rocco Siffredi sulla nostra spiaggia, mentre stava facendo una camminata».
Le produzioni
Su Canale 5 s’è visto pure, tra i luoghi di Fermo, anche il teatro. «Ben venga – commenta l’assessore alla Cultura Micol Lanzidei – essere partiti con uno sviluppo delle presenze di produzioni dell’audiovisivo nelle Marche e a Fermo. É un inizio, da sviluppare nell’indirizzo sociale e culturale».
E aggiunge: «Dobbiamo decidere se considerare il cinema come un semplice strumento di promozione territoriale o come ciò che prima di tutto è, un’arte: è linguaggio complesso, stratificato, capace unire scrittura, musica, fotografia, architettura dello spazio, interpretazione, montaggio; costruisce immaginari, plasma identità, produce senso. Come tutte le arti, genera crescita (non solo economica, ma civile, critica, interiore). Una comunità che investe nel cinema investe nella propria capacità di raccontarsi e di comprendere il mondo».
Lanzidei aggiunge che «lo sviluppo della filiera dell’audiovisivo nelle Marche deve diventare un progetto culturale organico: formazione, produzione, distribuzione, esercizio, educazione all’immagine; una filiera, appunto, che non si esaurisca nel set, ma che includa scuole, università, maestranze, tecnici, sceneggiatori, montatori, operatori culturali».
É anche industria, aggiunge Lanzidei: «Non dobbiamo temere questa parola. L’industria culturale, quando è fondata sulla qualità e non sull’omologazione, è un potente motore di sviluppo economico. Ogni produzione cinematografica genera indotto, ma è un effetto, non l’obiettivo primario. Se consideriamo l’audiovisivo solo come pubblicità a un luogo, lo si impoverisce: la cultura non è uno slogan, è un’infrastruttura invisibile ma decisiva di una comunità».
Fermo punta da anni sulla cultura, tra teatro, musei, arte e il cinema può «ampliare l’orizzonte e far dialogare con i linguaggi del presente, magari con festival, laboratori, residenze. Sviluppare la filiera, vuol dire andare nella direzione della formazione, produzione e professionalizzazione, educazione al linguaggio cinematografico». Un percorso che permette un volano di promozione territoriale. «Il modello – chiude Lanzidei – non deve rincorrere mode, ma investire su competenze, reti e continuità. Il cinema prima di tutto è uno strumento per educare il nostro sguardo».




