Alto Adige, vendite natalizie: alimentari e giocattoli decollano, moda e tessile in affanno – Cronaca
BOLZANO. Per il commercio al dettaglio altoatesino il periodo natalizio rappresenta uno dei momenti cruciali dell’anno. In questo 2024 il quadro appare cautamente ottimistico, con città e paesi che vivono un’intensa attività: le piazze e le strade sono affollate, tuttavia la realtà all’interno dei negozi presenta volti molto differenti a seconda dei settori.
I Mercatini di Natale continuano a rappresentare un volano importante per l’intera provincia. Secondo Philipp Moser, presidente dell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige, si tratta di “un’attrazione di rilievo che genera benefici significativi per turismo, ristorazione e strutture ricettive”. La frequentazione è massiccia e molti visitatori tornano anno dopo anno, consolidando nel tempo l’indotto commerciale complessivo.
Analizzando il comportamento d’acquisto, emerge però una marcata diversificazione settoriale. Le specialità alimentari, i prodotti regionali, i giocattoli, l’elettronica, i piccoli elettrodomestici, i cosmetici e i profumi registrano vendite generalmente soddisfacenti.
Al contrario, il settore moda-tessile e il commercio al dettaglio non alimentare tradizionale segnalano una minore propensione all’acquisto, con numerosi clienti che praticano il “window shopping”. Il Black Friday ha già sottratto una quota significativa di ordini, soprattutto nel comparto fashion.
L’esperienza storica insegna che l’ultimo fine settimana d’Avvento e i giorni immediatamente precedenti il 25 dicembre rimangono decisivi. “Gli altoatesini sono spesso acquirenti d’impulso, specialmente per regali di fascia medio-alta o quando è richiesta una consulenza personalizzata”, spiega Moser.
A livello nazionale, Confcommercio stima una spesa media di 211 euro per persona in regali natalizi, per un totale complessivo poco superiore ai 10 miliardi di euro. La tredicesima mensilità – circa 50 miliardi di euro in dicembre, quasi 2.000 euro per famiglia – rappresenta un elemento chiave del bilancio dicembrino italiano.
“Facciamo un appello consapevole”, conclude Moser. “Chi acquista localmente in questo periodo investe in posti di lavoro, nell’apprendistato e nella vitalità delle nostre comunità. Un dono al commercio locale è un dono a noi stessi”.




