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Alta tensione sui mercati, in rosso le borse

Wall Street

Future in rosso a Wall Street in avvio di settimana poichè l’escalation del conflitto in Medio Oriente ha turbato i mercati finanziari. Gli Stati Uniti e Israele hanno effettuato attacchi militari contro l’Iran durante il fine settimana che hanno provocato la morte del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei. Teheran ha reagito prendendo di mira le basi statunitensi in tutta la regione, inclusi Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Giordania, Iraq e Siria.
I future del Dow Jones cedono oltre l’1%, quelli dell’S&P 500 perdono l’1,12% e quelli del Nasdaq Composite arretrano dell’1,44%.

Borse europee

Si prospetta un avvio ad alta tensione sui mercati europei a causa dell’escalation nel conflitto in Medio Oriente. Gli Stati Uniti e Israele hanno effettuato attacchi contro l’Iran durante il fine settimana, provocando la morte del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei.

I prezzi dell’energia sono aumentati, aggiungendo pressione sull’Europa che si muove per garantire importanti forniture di gas naturale in un contesto di livelli di stoccaggio ai minimi storici. Negli scambi pre mercato, i future Euro Stoxx 50 cedono l’1,72%, quelli sull’Ftse 100 di Londra perdono quasi il 2% e quelli sul Cac 40 di Parigi segnano una flessione dell’1,60%.

Borse Asiatiche

Le borse asiatiche viaggiano in rosso in avvio di settimana dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran nel fine settimana, spingendo al rialzo i prezzi del petrolio e innescando una più ampia fuga dal rischio verso i beni rifugio.

Oltre alle tensioni geopolitiche, i mercati sono stati anche penalizzati dai titoli tecnologici, poichè gli investitori sono incerti sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul settore. Le azioni dei software in particolare hanno subito forti perdite a febbraio per i timori di una maggiore concorrenza da parte degli strumenti di IA.

In Cina, l’attenzione è rivolta alle prossime riunioni delle dei massimi organi politici del paese, previste tra il 4 e l’11 marzo. Pechino dovrebbe delineare ulteriori misure di stimolo, soprattutto perchè la crescita economica cinese è rallentata costantemente negli anni 2020.

Contrastati gli indici cinesi con lo Shanghai Shenzhen che cede lo 0,23% e lo Shanghai Composite che avanza dello 0,43%.

L’indice Hang Seng di Hong Kong arretra del 2% e il Nikkei 225 del Giappone segna una flessione dell’1,43%. La Borsa di Seul è chiusa per festività.

 

 

 


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