Alpinista accusato di omicidio per morte della compagna sul Grossglockner

Gli inquirenti sostengono inoltre che durante la notte un elicottero della polizia alpina offrì aiuto più volte, anche con una domanda esplicita via messaggio, rimasta senza risposta.
Intorno alle due di notte, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe lasciato la partner sotto la vetta senza proteggerla adeguatamente da freddo e vento, lanciando l’allarme solo in seguito.
All’inizio del processo, l’imputato si è rivolto al giudice con una dichiarazione spontanea, dicendosi “infinitamente dispiaciuto per quello che è successo e per come è successo”.
Tuttavia, si è dichiarato non colpevole. “Abbiamo sempre pianificato il tour insieme e preso le decisioni insieme”, ha affermato l’imputato, contrariamente alle sue precedenti dichiarazioni in cui si era descritto come la persona responsabile dell’escursione in montagna.
Il verdetto è atteso con particolare attenzione perché potrebbe fare giurisprudenza su una questione centrale per l’alpinismo: dove finisce la responsabilità individuale e dove inizia quella penale verso il compagno di cordata.
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