Alluvione, il Governo modifica le condizioni per le delocalizzazioni. Curcio: “Norme meno stringenti”

“Il Governo ha introdotto delle novità importanti in merito alla delocalizzazione. La norma inserita nel disegno di legge, infatti, rappresenta un passo concreto e atteso, che consente di ridisegnare il perimetro degli interventi di delocalizzazione finanziabili, venendo incontro alle esigenze di famiglie e comunità colpite dalle alluvioni”. È quanto afferma Fabrizio Curcio, Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche, in merito al nuovo decreto-legge n. 25 del 27 febbraio che affronta, insieme alle conseguenze del Ciclone Harry e della frana di Niscemi, anche alcuni residui nodi irrisolti del percorso di ricostruzione post-alluvione in Emilia-Romagna, Marche e Toscana, introducendo delle modifiche alle norme che regolano le delocalizzazioni.
“La norma originaria sulla delocalizzazione – spiega il Commissario – fissava condizioni molto stringenti, danno grave e impossibilità di ricostruire, senza le quali era impossibile riconoscere il contributo pubblico. Con questo DL il Governo, che ringrazio, ha recepito le richieste della Struttura commissariale. La nuova norma include nel perimetro della delocalizzazione anche gli immobili sgomberati all’indomani dell’alluvione per cause esterne ma non direttamente danneggiati, e consente di delocalizzare anche nei comuni limitrofi, superando il vincolo che oggi limita l’utilizzo del contributo al solo comune di residenza”.
“Il risultato – conclude Curcio – è frutto di un percorso condiviso con gli enti locali e di un dialogo costante con il Governo, che ancora una volta ha dimostrato attenzione e sensibilità verso i territori colpiti. Confidiamo che il Parlamento, in sede di conversione, possa arricchire ulteriormente il testo raccogliendo le esigenze che emergono dal confronto con le comunità e le autorità locali”.
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