Liguria

Allarme dissesto, Salis in missione a Roma: una mappatura hi-tech per definire le priorità


Genova. Un tavolo con Comune di Genova e Regione Liguria, coordinato dal dipartimento nazionale della Protezione civile, e una mappatura satellitare dell’intero territorio genovese per certificare le priorità di intervento sul rischio idrogeologico. È quanto concordato stamattina nel corso dell’incontro a Roma tra la sindaca di Genova Silvia Salis e il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano.

A chiedere l’incontro era stata la prima cittadina, che all’indomani del crollo in via Napoli al Lagaccio aveva invocato un “intervento strutturale” del Governo per far fronte all’emergenza. In realtà, come aveva spiegato la sindaca, l’appuntamento era già in programma prima che il maltempo flagellasse Sicilia e Calabria facendo passare in secondo piano la situazione del capoluogo ligure.

Al tavolo istituzionale, che verrà convocato a Genova, parteciperà probabilmente lo stesso Ciciliano, che ha comunicato a Salis la propria disponibilità. Il vertice a tre (Comune, Regione e Protezione civile) servirà per lavorare insieme all’aggiornamento del piano comunale di protezione civile, introducendo nuove misure necessarie a contemperare i rischi relativi alle frane e alle opere di contenimento, con particolare riferimento alle zone abitate e collinari della città.

Allo stesso tempo si procederà a una speciale mappatura del territorio del Comune di Genova. Il dipartimento nazionale metterà a disposizione i suoi centri di competenza per eseguire un’analisi interferometrica satellitare del territorio comunale, volta a individuare le aree di deformazione del territorio e certificare le priorità di intervento. Finirà sotto la lente anche il complesso reticolo idrografico della città.

“Ringrazio il dipartimento nazionale di Protezione civile e il suo capo per aver colto a pieno a la nostra preoccupazione e la specificità del caso genovese – spiega Salis -. Accogliamo con grande favore e riconoscenza la disponibilità a mettere disposizione le loro strumentazioni all’avanguardia: le rigorose analisi tecniche ci permetteranno di certificare un elenco di priorità di intervento e individuare gli strumenti finanziari necessari per progettare e realizzare le opere di messa in sicurezza della città”.

Sullo sfondo il tema delle risorse economiche, che diventerà centrale dopo aver chiarito quanti sono gli interventi necessari e il loro grado d’urgenza. Nei giorni scorsi la sindaca Salis e l’assessore Ferrante hanno scritto alla Regione una lettera in cui chiedono 110 milioni di finanziamenti straordinari per mettere in sicurezza versanti, muraglioni e terrapieni in città. Richieste perlopiù “inammissibili”, hanno risposto il presidente Bucci e l’assessore Giampedrone, perché riguardano soprattutto aree private. Poi il governatore ha invitato a “vedersi intorno a un tavolo“, ricordando che servono “almeno i progetti di fattibilità“.

Ma la difficoltà a sostenere i costi di progettazione degli interventi è uno dei temi centrali posti dal Comune, al di là della programmazione della manutenzione ordinaria. La mappatura della Protezione civile sarà il punto di partenza per stabilire quali sono i lavori più urgenti e come finanziarli. E il dipartimento nazionale alla fine potrebbe mediare tra Regione e Comune per sbloccare le risorse.

C’è poi il nodo dei privati: diverse situazioni critiche – come le ultime in via Napoli e in passo Barsanti – si verificano in aree condominiali dove i proprietari non vogliono (o non possono) affrontare gli oneri della messa in sicurezza. L’assessore Ferrante aveva ipotizzato una “legge speciale” sul modello delle aree sismiche per introdurre un meccanismo di bonus o sgravi fiscali. Una partita che non potrà essere risolta in ambito di protezione civile, ma con un’azione politica a livello di governo.




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