Alla Colletta di Arenzano il primo ospedale di comunità genovese con 16 posti letto
Arenzano. Un ulteriore tassello si aggiunge alla sanità territoriale: oggi venerdì 3 aprile, è stato presentato l’ospedale di comunità La Colletta che si trova al settimo piano dell’omonima struttura sulle alture di Arenzano. Presenti, tra gli altri, l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò e il direttore sociosanitario di Ats Liguria, Pierluigi Vinai.
La Colletta è il primo ospedale di comunità ufficialmente attivo nel territorio genovese. Il primo paziente sarà ricoverato il 7 aprile. Gli altri saranno quelli di Quarto (entrerà in funzione nei primi giorni di aprile), il Celesia di Rivarolo e Campo Ligure.
“Prosegue senza sosta e nel pieno rispetto del cronoprogramma l’apertura di strutture dedicate alla sanità territoriale – commenta l’a Assessore alla Sanità Massimo Nicolò -. Un rafforzamento importante dei servizi per l’utenza: questa è la strada da percorrere perché solo così miglioriamo la qualità dell’assistenza e la risposta ai bisogni di salute dei cittadini. L’ospedale di comunità rappresenta un modello innovativo di presa in carico”.

La scheda dell’ospedale
L’ospedale di comunità dispone di 16 posti letto complessivi. La dotazione organica è definita secondo gli standard del Dm 77, che configurano l’ospedale come presidio territoriale a gestione prevalentemente infermieristica, con assistenza garantita sulle 24 ore e con il contributo di un’équipe multiprofessionale composta da personale medico, infermieristico, assistenziale e fisioterapico.
L’ospedale di comunità eroga attività di cura intermedia rivolte a pazienti che non necessitano di un ricovero ospedaliero per acuti ma che non possono essere adeguatamente assistiti al domicilio. In questo ambito, l’ospedale di comunità riveste un ruolo strategico soprattutto nell’accoglienza dei pazienti provenienti dal domicilio: la possibilità di intercettare precocemente situazioni cliniche potenzialmente evolutive consente di ridurre accessi impropri al pronto soccorso e ricoveri non necessari, favorendo la stabilizzazione clinica, il recupero dell’autonomia e la gestione delle riacutizzazioni in un contesto più appropriato e vicino al luogo di vita.
L’accesso del paziente può avvenire dal domicilio, su segnalazione del medico di medicina generale, oppure dall’ospedale.




