Molise

Aliquote troppo alte e mercato immobiliare in crisi: chiesta la riduzione dell’Imu | isNews

La posizione del gruppo ‘Insieme per Larino’, che porterà la questione all’attenzione del Consiglio comunale


LARINO. Ridurre in maniera significativa l’aliquota Imu. Questa la richiesta che i consiglieri del gruppo di minoranza ‘Insieme per Larino’ Vito Di Maria, Maria Giovanna Civitella, Michele Palmieri e Salvatore Faielli torneranno aproporre in Consiglio comunale, con l’obiettivo di agevolare i contribuenti in un momento di evidente difficoltà del mercato immobiliare locale.

“Si tratterebbe di una manovra che alleggerirebbe, almeno in parte, il carico fiscale di chi ha investito sul territorio acquistando più di un immobile e che oggi si trova a versare nelle casse comunali somme spesso sproporzionate rispetto al reale valore di mercato dei beni posseduti – chiariscono i consiglieri – Le cifre richieste appaiono, in molti casi, difficilmente sostenibili: non è raro dover pagare anche 1.000 euro di Imu all’anno per immobili che hanno un valore commerciale di poche decine di migliaia di euro, acquistati con sacrifici e risparmi di una vita. Una situazione che pesa in modo particolare su negozi e studi professionali, già penalizzati dalla crisi economica e dalla riduzione delle attività”.

“Non va inoltre sottovalutato il numero crescente di locali commerciali attualmente sfitti, con diversi immobili che espongono il cartello ‘affittasi’, segnale evidente di un tessuto economico in sofferenza – aggiungono i componenti di ‘Insieme per Larino’ – Per quanto riguarda le seconde case, nella maggior parte dei casi si tratta di immobili ereditati da genitori o parenti. Parliamo di case di famiglia, ricevute dopo anni di sacrifici dei propri cari, che comportano comunque costi di manutenzione e un carico fiscale significativo, indipendentemente dalla reale disponibilità economica degli eredi. Il contribuente larinese si domanda allora: si tratta di un’imposta equa oppure di una sorta di mutuo forzato per ‘riacquistare’ in 20 o 30 anni un bene che è già di proprietà? Pagare determinate cifre per un periodo così lungo rischia infatti di equivalere, nel complesso, al valore stesso dell’immobile. È dunque legittimo chiedersi se sia davvero accettabile continuare a perseverare in questa scelta senza valutare correttivi che tengano conto della reale situazione economica del territorio”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »