Alfa Mist – Roulette: Un concept sulla reincarnazione in chiave fusion :: Le Recensioni di OndaRock
Come reagirebbe l’umanità se la reincarnazione fosse un fatto acclarato? E ancor di più, come si comporterebbe se scoprisse che si tratta di uno strumento utile a connetterci con i sogni e le vite passate? Ne sfrutterebbe il potenziale accrescitivo, ai fini dell’acquisizione di conoscenza oppure sarebbe l’ennesima rincorsa all’accentramento di potere? Sono queste le domande che Alfa Mist si è posto ai fini della realizzazione di “Roulette”, album dall’impianto distopico che il musicista ha corredato di un fumetto di 32 pagine, come accompagnamento ed espansione dei tanti temi illustrati nel disco. Sono questi gli interrogativi che animano uno dei lavori più ricchi e complessi del polistrumentista londinese, da sempre fervido ideatore di mondi ma qui finalmente capace di corredare la sua visione con una struttura che ne sorregga tutto il portato e le implicazioni.
Sempre fusion alla base, ma con un assetto cameristico che ne espande l’ottica al confine con il jazz d’orchestra, il progetto avanza oltre gli elettrici scenari nu di “Variables”, regalandosi una palette perfettamente adatta allo scopo. Perché anche una simile distopia può assumere fattezze ammalianti.
Il passato si ripercuote sul presente, i crimini compiuti nelle vite precedenti fanno scontare tutta la loro gravità in quelle successive: è evidente che l’umanità che si agita nella roulette di Alfa Mist non ha fatto nulla (o non ha potuto far nulla) per arginare le derive di un fenomeno inestimabile, per tenere sotto controllo l’avidità dei potenti. Da sola “Reincarnation” consente di focalizzare perfettamente il tema e l’ambito della narrazione, un lungo flusso rap a cura di Homeboy Sandman montato sopra un elegante flusso “dream-fusion”, ovattato quanto basta per dare spazio a flow e parole.
Anche quando è la musica a parlare la storia scorre senza intoppi, lasciando intuire agilmente il punto preciso del racconto; così la title track ci informa, su un agile disegno di basso e batteria rapidamente trasferito su territori à-la Makaya McCraven, di quanto la rinascita sia un atto aleatorio e crudele, dinamico come la vita stessa. “Between Lives” tradisce il suo messaggio sin dal titolo, vi è però una dolcezza manifesta nel modo in cui la melodia di archi tradisce la più candida speranza, il desiderio di ritrovarsi con un’esistenza più agevole tra le mani. Quando arriva “Nine Months”, sorta di proclama del mondo da incubo in cui piomba il protagonista, la realtà sopraggiunge glaciale.
Soon they’d rather you dead, then start an opposition
I’d rather break a few eggs to calm the optimism
In past lives, saw my partner’s wrong decisions
You let the numbers multiply, I’d rather long division
Life’s the vision
Nel costante susseguirsi di immagini e riflessioni, la gestione di Alfa Mist rimane sempre centrale, dota di ispirazione ed emotività sia i rari momenti di distensione (il sax sbarazzino di “Dersen Cafe”, pimpante stacco melodico) che le varie punte di dolore (sublimate nell’eterno ripetersi dell’identico che condanna la voce di Kaya Thomas-Dyke, formidabile interprete di “Always Be”), dosa ogni elemento con la necessaria caparbietà, nel momento in cui ciascuno deve intervenire.
I fraseggi dub di “Found You” e “From East” sanno imbastire la giusta tensione nonostante questa venga incanalata in alvei sonori ben più distesi. In fondo la rassegnazione è solo il negativo della lotta, e trova un suo specifico linguaggio, dietro alle maschere di un’elettronica nervosa (il fuoco freddo di “Who Were You?”, vicino a certe esplorazioni di Mansur Brown) o di fortunate commistioni break-rock (l’episodio alla Yves Tumor di “Give Nothing”).
Tanto tutto fa presto a essere sepolto nella neve, marcita sotto i passi della gente: “Black Snow” è dissolvenza cool, una fine che tutto copre e ingloba, senza lasciare traccia. Ci penserà la prossima vita a perpetuare l’incubo, a presentare nuovi conti da pagare: per adesso lasciamo che quest’ennesima esistenza venga avvolta dall’ovatta, ritorni nell’oblio delle possibilità. Un nuovo capitolo verrà scritto con altri termini, per il momento la “Roulette” di Alfa Mist invita a lanciare la pallina ancora una volta.
30/10/2025




