ALBUM: Satantango – Satantango | Indie For Bunnies

Sono bastati gli ascolti dei due singoli apripista, l’onirica “9.11”, col suo muro di chitarre “alla My Bloody Valentine” e l’avvolgente “Permafrost”, per decretare quello dei Satantango uno dei debutti più attesi dell’anno.
Il duo cremonese infatti aveva mostrato di possedere quel tocco evocativo in grado di fare la differenza, connotando come meglio non si potrebbe l’atmosfera generale delle proprie opere, grazie a un sound sospeso, etereo, a tratti ipnotico.
L’album eponimo giunge finalmente ora (su etichetta Dischi Sotterranei) e ci conferma le ottime premesse, mostrando come in realtà Valentina Ottoboni e Gianmarco Soldi siano mossi musicalmente da un background più vasto di quello già pur estremamente affascinante intriso di shoegaze anni ’90.
Certo, la componente notturna, fumosa e cinematografica non è venuta meno ed è ciò che più rende affascinante e magnetica l’esperienza dell’ascolto (si prenda a mo’ di esempio “Strada Provinciale 6”), ma sono presenti invero episodi più asciutti e diretti, come “Gioventù, amore e rabbia”, (indie) rock nell’ accezione più classica, anche se sempre filtrata egregiamente dallo sguardo puro e disincantato dei Nostri.
Tutto funziona alla meraviglia in questi otto brani, che denotano e certificano un talento che va assolutamente coltivato e sostenuto, perché la sensazione è che i Satantango (che prendono il nome dal libro del Premio Nobel ungherese László Krasznahorkai, a creare un legame tra quell’immaginario e la provincia da cui essi provengono) abbiano un potenziale enorme da sfruttare.
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