Cultura

ALBUM: Leo Pesci – Unsapiens

Credit: Press

La storia musicale di Napoli si arricchisce di un altro tassello assai significativo, certificando di essere nel pieno di una (vien da dire “ennesima”) nuova stagione dell’oro, con la pubblicazione dell’evocativo e trascinante album “Unsapiens”.

Titolare del progetto è il musicista Leo Pesci che, vivendo da quasi dieci anni all’estero, ha voluto rinsaldare il legame con la sua città, favorendo una felice commistione di suoni che tenessero conto della matrice internazionale che da sempre connota la sua musica, senza tralasciare la tradizione.

Antico e moderno si fondono insieme quindi in otto tracce tutte egualmente importanti per mantenere fede al proposito originario: Pesci esplora concetti attualissimi che si riallacciano alla società odierna, con tutto il carico di contraddizioni tra forma e sostanza, artificio e natura, ma lo fa alla sua maniera, condensando i forti contenuti in un apparato sonoro denso di sfumature, eterogeneo e assai contaminato, grazie anche a preziose collaborazioni che rendono questo disco un vero lavoro collettivo.

La partenza in tal caso è illuminante, con una “6 Vestuto a 8″ che immediatamente punta l’indice sulla società dell’apparenza, con un tocco musicale leggero e irresistibile (al brano collabora Greg Rega); l’atmosfera muta subito con la traccia successiva, “Va a Fà ‘O Cafè (in cui intervengono Giada De Prisco e Viscardi, altri interessanti esponenti della nuova scena napoletana), mentre in “Terra Santa” è palese dal sample iniziale dell’immortale “Era de Maggio” la volontà di creare un ponte tra l’ieri e l’oggi, rievocando la figura di Giancarlo Siani.

Altro episodio assolutamente degno di nota è “L’Artista Impiegato”, che pone l’accento sulla vita di chi sceglie la strada artistica, molto spesso lontana dai lustrini ma piuttosto ben ancorata alla realtà, con tutte le storture del caso.

“Unsapiens” è un lavoro che, nella sua riuscita mission di mescolare neo-soul, hip hop, funky e nu-jazz utilizzando il dialetto napoletano, risulta affascinante e godibilissimo, un ascolto che ci sentiamo di consigliarvi di cuore.

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Leo Pesci:
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