Lazio

al via il cantiere per la nuova piazza-giardino

Non una semplice riqualificazione, ma un cambio di respiro. Davanti al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo prende forma un progetto che promette di trasformare radicalmente uno degli ingressi più iconici del quartiere Flaminio.

Martedì 17 marzo è stata simbolicamente “piantata” la prima radice di un intervento che guarda al futuro, ma affonda le sue idee nella visione originaria di Zaha Hadid.

L’obiettivo: triplicare il verde, abbattere l’effetto isola di calore e restituire alla piazza una dimensione più vivibile, accogliente in ogni stagione.

Un bosco mediterraneo nel cuore della città

Il progetto, presentato dalla presidente Maria Emanuela Bruni insieme ai vertici del museo, punta a ridisegnare lo spazio attraverso una vera e propria “architettura naturale”.

All’ingresso su via Guido Reni nascerà un corridoio verde fatto di lecci, aceri mediterranei e alberi di Giuda, capace di creare ombra e frescura anche nei mesi più caldi. Intorno, arbusti tipici come mirto e corbezzolo contribuiranno a costruire un paesaggio che richiama il Mediterraneo, ma dialoga con il cemento e le linee del museo.

Al centro, invece, la vegetazione si farà più rarefatta. Qui sorgerà una piazza-agorà pensata per ospitare eventi, installazioni e momenti di socialità, uno spazio aperto dove il verde non invade, ma accompagna.

Sul lato di via Masaccio, infine, si tornerà all’idea originaria di Hadid: un filare di pioppi proteggerà la cavea, trasformandola in un anfiteatro naturale, impreziosito da alberi scelti per il loro impatto visivo durante il cambio di stagione.

Un primo passo verso il “Grande MAXXI”

Per la direttrice scientifica Margherita Guccione, l’intervento rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio. Il progetto si inserisce infatti nella visione del “Grande MAXXI”, che punta a trasformare il museo in un polo sempre più aperto, integrato e multidisciplinare.

Una trasformazione che non riguarda solo l’edificio, ma l’intero quartiere.

Il futuro del Flaminio

La riqualificazione dell’area del MAXXI si intreccia con un più ampio piano di rigenerazione urbana del Flaminio. Tra i tasselli già in cantiere ci sono il recupero delle ex caserme di via Guido Reni, la realizzazione del nuovo Museo della Scienza e il potenziamento del trasporto pubblico con il cosiddetto Tram della Musica.

A completare il quadro, anche gli interventi sul verde nelle aree del Parco della Musica, destinati a ridisegnare gli spazi esterni e a rafforzare il legame tra architettura, ambiente e vita quotidiana.

Una piazza che cambia pelle

Quello che oggi è uno spazio duro, esposto al sole e al traffico, si prepara a diventare un luogo più vivo, attraversabile, capace di accogliere.

Un progetto che non si limita a piantare alberi, ma prova a cambiare il modo in cui si vive la città: più ombra, più tempo all’aperto, più relazione.

E, forse, anche un nuovo modo di entrare in un museo.

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