Al lavoro per il Piano comunale del verde, a Modena un risparmio stimato di 456mila euro sui servizi ecosistemici

La fotografia del patrimonio verde di Modena restituisce l’immagine di una città che respira grazie a un’infrastruttura ecologica di assoluto rilievo, diffusa e accessibile a quasi tutta la popolazione. È quanto emerge dall’approfondita indagine “Verde Comune”, commissionata dall’Amministrazione comunale e curata dagli esperti della Fondazione AlberItalia sotto la direzione scientifica del professor Giorgio Vacchiano dell’Università Statale di Milano e di Sergio Gallo.
I risultati di questo vasto censimento, che fornisce per la prima volta una solida base quantitativa per orientare le future politiche urbanistiche e ambientali, verranno presentati ai cittadini in un ciclo di appuntamenti nel mese di aprile, che farà da apripista a un prestigioso summit nazionale in programma a maggio.
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I numeri del verde: un tesoro che vale 456mila euro all’anno
I dati raccolti da AlberItalia parlano chiaro: il territorio modenese vanta circa 1.400 ettari complessivi tra verde urbano e aree di forestazione. Nello specifico, sono stati contati con precisione certosina 30.458 alberi all’interno delle aree pubbliche tradizionali e altri 26.160 esemplari che compongono i boschi della forestazione urbana e periurbana. Ma il dato politicamente e socialmente più rilevante riguarda la fruibilità di questi spazi: ben il 78% dei residenti modenesi ha la fortuna di abitare entro un raggio di soli 300 metri da un’area verde. Un risultato, sottolinea l’assessora all’Urbanistica e al Verde Carla Ferrari, che risponde in pieno ai più moderni e rigorosi standard internazionali di pianificazione urbana per il benessere psicofisico dei cittadini.
L’indagine non si è però limitata a contare fusti e fronde, ma ha calcolato il valore tangibile, persino in termini economici, dei cosiddetti “servizi ecosistemici” offerti dalle piante. Ebbene, il lavoro silenzioso delle alberate pubbliche e delle foreste urbane nel sequestrare l’anidride carbonica, filtrare gli inquinanti atmosferici e regolare il deflusso delle acque piovane genera per la collettività un risparmio stimato in circa 456mila euro all’anno. A questo si aggiunge la vitale funzione di mitigazione del clima: nei mesi più torridi, alcune aree verdi cittadine si trasformano in veri e propri “hotspot” di raffrescamento, garantendo abbassamenti della temperatura superficiale che possono superare i 5 gradi centigradi rispetto alle zone circostanti fortemente cementificate.
Tuttavia, come avverte il professor Vacchiano, questo patrimonio non va dato per scontato: “Per mantenere nel tempo copertura, stabilità e benefici servono gestione adattativa, monitoraggio, diradamenti selettivi dove la competizione è eccessiva, rinfoltimenti dove necessario, e una diversificazione coerente con il clima futuro”. Le priorità d’intervento mappate dallo studio indicano la necessità di concentrarsi sulla riduzione del calore e sull’incremento dell’ombra nel tessuto urbano denso, puntando invece sulla connessione ecologica e sulla creazione di nuovi habitat nelle fasce agricole e lungo i corsi d’acqua.
Incontri pubblici verso il nuovo Piano del Verde
Proprio partendo da questa preziosa mole di dati, il Comune ha deciso di avviare il percorso partecipato per la stesura del nuovo “Piano del verde”, uno strumento strategico che l’assessora Ferrari definisce “trasversale fra le discipline, perché non è possibile parlare di verde, parchi e forestazione urbana in forma distinta rispetto all’urbanistica, così come non è possibile parlare di edilizia senza parlare di verde”.
Per coinvolgere la cittadinanza in questa sfida, è stato organizzato il ciclo di incontri intitolato “Il verde che vale”. Il calendario prevede un primo appuntamento giovedì 9 aprile alle 20.30 (nella sala dell’ex Oratorio di Palazzo dei Musei) per presentare i dettagli dell’indagine sui 400 ettari di parchi e boschi. Il giorno seguente, venerdì 10 aprile, sempre alle 20.30 e nella stessa sede, il focus si sposterà sulla misurazione dei benefici prodotti dagli alberi (i servizi ecosistemici). Il ciclo si chiuderà con un momento esperienziale: sabato 11 aprile, alle ore 10, è in programma una passeggiata guidata alla scoperta del bosco di via Lazio, con partenza dal parcheggio della Polisportiva Gino Nasi.
Modena confermata “Tree City of the World” ospiterà il summit nazionale
La bontà delle politiche ambientali condotte all’ombra della Ghirlandina ha trovato per il sesto anno consecutivo un prestigioso riconoscimento internazionale. Modena è stata infatti riconfermata anche per il 2025 all’interno della ristretta cerchia (solo 283 in tutto il mondo e 9 in Italia) delle “Tree Cities of the World”, un programma promosso dalla Arbor Day Foundation e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) per premiare i Comuni eccellenti nella gestione sostenibile del patrimonio arboreo.
Forte di questo blasone, il prossimo 7 maggio Modena avrà l’onore di ospitare il primo evento nazionale della rete delle Tree Cities italiane. Come sottolinea Sergio Gallo, direttore di AlberItalia (che funge da punto di contatto nazionale per il programma Fao), questo meeting rappresenterà “un laboratorio di idee” e “un’occasione di celebrazione e di confronto per la condivisione di esperienze e buone pratiche in materia di forestazione urbana”, trasformando per un giorno la città nella capitale italiana del verde.
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