Sicilia

«Al-hajma», il passaparola dei migranti pronti a invadere nuovamente Ceuta

La Spagna ha assicurato che quasi tutti i migranti entrati nel suo territorio d’oltremare una settimana fa sono stati rimpatriati ma si prepara ad affrontare un’altra ondata, mentre sulle reti sociali marocchine continuano a correre messaggi che esortano a un nuovo esodo di massa il prossimo 15 agosto. Uno degli slogan che circola è «al-hajma», ovvero «l’offensiva», che dovrebbe partire dalla città di confine di Fnideq. In queste ore stanno venendo dispiegate a Ceuta altri 45 agenti della polizia antisommossa, un nuovo rinforzo che porta a 225 il numero di poliziotti schierati nell’exclave. Il Commissariato Generale per l’Immigrazione e le Frontiere ha inoltre inviato una squadra di sei specialisti a supporto delle procedure di registrazione e documentazione, e altri sei agenti sono stati spediti dall’intelligence. Questo dispositivo di sicurezza si aggiunge a un contingente della Guardia Civil rinforzato con oltre 200 gendarmi, tra cui tre plotoni incaricati di sorvegliare la frontiera, e a 2mila membri delle forze armate, tra cui sommozzatori, elicotteristi e operatori di droni. Nella città autonoma restano ancora centinaia di migranti, spesso minori o presunti tali, a volte ancora da identificare, e non si fermano i tentativi di ingresso.

Stamane la Guardia Civil ha recuperato il corpo di un giovane caduto in mare mentre tentava di introdursi in territorio iberico con un parapendio, un morto che si aggiunge alle decine di persone decedute nel tentativo di raggiungere Ceuta via mare. Il numero delle vittime non è ancora definitivo: il bilancio ufficiale parla di 82 morti, secondo alcune Ong la cifra reale potrebbe essere almeno il doppio. Di «150 morti» che richiederebbero un’assunzione di «responsabilità politica» parla la vicesegretaria nazionale del Partito Popolare, principale forza di opposizione, Alma Ezcurra, che denuncia un «attacco all’integrità territoriale dello Stato». Nelle scorse ore il primo ministro spagnolo, il socialista Pedro Sanchez, ha fatto il punto della situazione in teleconferenza con i ministri Margarita Robles (Difesa), Fernando Grande-Marlaska (Interno), Elma Saiz (Inclusione, Previdenza Sociale e Migrazione) e Sira Rego (Gioventù e Infanzia). Il Senato, controllato dai Popolari, ha chiesto al governo di riferire già la settimana prossima e ha convocato Robles, Grande-Marlaska, Albares e il ministro della Giustizia, Felix Bolanos. La controproposta della Moncloa prevede che le audizioni si tengano negli ultimi giorni di agosto.


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