Basilicata

Al Florence Korea Film Fest il regista Yang Jong-hyun


Il regista coreano Yang Jong-hyun, autore del film People and Meat, apre la 24esima edizione del Florence Korea Film Fest


LA 24ª edizione del Florence Korea Film Fest è stata aperta, giovedì 19 marzo 2026, da un evento che difficilmente si dimentica per chi ama il cinema: la prima italiana di People and Meat di Yang Jong-hyun. Il film ha registrato una calorosa e sincera accoglienza del pubblico al Cinema La Compagnia – replicata allo stesso modo la sera dopo.

IL SUCCESSO DI PEOPLE AND MEAT DI YANG JONG-HYUN AL FLORENCE KOREA FILM FEST

Il regista era presente entrambe le volte, e non era uno di quegli ospiti che sorridono per contratto: si vedeva che il pubblico fiorentino lo aveva preso di sorpresa nel senso migliore del termine. Nella serata di apertura, giovedì 19 marzo 2026, la sala era piena, e non solo per le autorità presenti, ma perché il pubblico aveva voglia di storie vere, storie che vengono dal lontano oriente, dalla Corea che qui a Firenze oramai è di casa. Il film gliene ha date: risate aperte durante le scorribande dei tre protagonisti, un silenzio diverso nel finale. Yang Jong-hyun, presentando il film di persona, ha trasformato la serata in qualcosa di più di una prima, in un dialogo tra Seoul e Firenze, inaspettatamente affettuoso da entrambe le parti.

Yang Jong-hyun

DA TORNATORE A DE SICA

All’incontro con i giornalisti, venerdì 20 marzo 2026, il regista ha tirato fuori due nomi che non ti aspetti: De Sica e Tornatore. Non come citazioni di circostanza. «Ladri di biciclette mi ha insegnato a mostrare la dignità nella povertà quotidiana, proprio come i miei tre anziani che rubano non per avidità, ma per reclamare un po’ di gioia rubata dalla vita», ha detto. E su Nuovo Cinema Paradiso: «Quel film celebra i legami umani oltre il tempo, con una malinconia dolce che ho voluto echeggiare nel mio finale, dove la comicità lascia spazio a un abbraccio poetico all’esistenza».

È decisamente meno entusiasta di Malena, «mi sono chiesto se fosse lo stesso regista», ma questa potrebbe essere un’altra storia

PEOPLE AND MEAT, PRIMA ITALIANA AL FLORENCE KOREA FILM FEST

È il tipo di influenza che si sente nel film, non solo si dichiara. Al cuore della storia ci sono Hyeong-jun, Woo-sik e Hwa-jin, tre anziani emarginati che, dopo vite di sacrifici silenziosi, scoprono un’amicizia tardiva attraverso fughe sempre più audaci da ristoranti di samgyeopsal, il barbecue coreano. Yang li guarda con affetto ma senza ammorbidirli. Le gag fisiche ci sono – nonni che schivano camerieri con l’agilità di chi non ha niente da perdere, sequenze slapstick che reggono perché il cast le vive – ma a un certo punto il film smette di essere una commedia, senza avvisare. Quella transizione è la cosa più difficile da fare, e qui funziona. Sulla scelta della terza età Yang è stato diretto: «Gli anziani non sono solo anziani, ma rappresentano tutti noi perché nessuno sfuggirà all’invecchiamento».

LA DENUNCIA SOCIALE INDIRETTA DI YANG JONG-HYUN

Sul tono ha precisato: «L’approccio è più poetico e sentimentale, mentre la denuncia sociale è indiretta; è così che ai coreani piace vedere i film». Ha anche parlato di come gli anziani tendano a vivere più nel presente – dopo anni di sacrifici qualcosa si allenta – e ha criticato la tecnologia coreana che isola i suoi protagonisti, li rende invisibili non per scelta ma per progressiva espulsione dal circuito visibile. La critica sociale nel film non si annuncia, è laterale, quasi pudica. Ma c’è. People and Meat è uno di quei film che il Florence Korea Film Fest sa scegliere: non il titolo più rumoroso della stagione coreana, ma quello che resta.

UN FILM CHE DIVERTE, COMMUOVE E FA PENSARE

Yang Jong-hyun ha costruito qualcosa che diverte senza usare la comicità come schermo, e che commuove senza chiedere il permesso. Per il regista era la prima volta a Firenze e dalla cura con cui ha parlato di De Sica e Tornatore, sembrava che avesse aspettato l’occasione da un po’.


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