Akademia, coop da liquidare: decine di famiglie in difficoltà – Cronaca
BOLZANO. Una quindicina di collaboratori a casa, decine di famiglie in difficoltà, perché da un giorno all’altro sono saltati dopo-scuola pomeridiani, corsi di lingue, corsi di musica e altro. Ma soprattutto: chi si era iscritto al servizio estivo per i propri bambini, ora è rimasto senza. Stiamo parlando della cooperativa Akademia di via Leonardo Da Vinci, posta in liquidazione coatta amministrativa.
Come chiarisce il commissario liquidatore, il commercialista e revisore dei conti Renato Bonsignori, «si è riusciti a tenere aperto il servizio dedicato ai bimbi durante le vacanze di Carnevale, perché sarebbe stato impensabile lasciare a piedi le famiglie pochi giorni prima della settimana di chiusura delle scuole». Come da impegni con le famiglie, si sarebbe voluto garantire fino a maggio il servizio di doposcuola e aiuto-compiti per i bambini, portato avanti sia in una scuola primaria cittadina sia nella sede della cooperativa a responsabilità limitata in Centro.
Le famiglie ci facevano conto, ma non è stato possibile. Impensabile a questo punto anche garantire i servizi estivi, quella dozzina di settimane in cui le scuole cittadine sono chiuse e, tolte le ferie, i genitori che lavorano non sanno a che santo votarsi.«La liquidazione giudiziale – così il liquidatore – è gestita dall’ufficio cooperative della Provincia e dal tribunale. Il decreto è di metà gennaio, notificato a fine gennaio. Dopodiché, a febbraio si sono attivati i contatti con l’Agenzia per la famiglia della Provincia, che seguiva i progetti per i quali Akademia riceveva dei contributi pubblici. La cooperativa, che probabilmente versava in una certa difficoltà economica anche prima, come ricordano i vertici vantava però un credito importante con la Provincia, che non ha potuto incassare».
Questione del Documento unico di regolarità contributiva, che mancava, motivo per cui la Provincia non poteva pagare. I vertici, prosegue, «lamentano che per un anno nessuno aveva comunicato loro la mancanza del Durc». Nel frattempo, finché ci si è riusciti, «le attività sono state finanziate con fondi propri. Le attività di Akademia sono state interrotte il 9 marzo». Si è valutato in maniera approfondita se fosse possibile proseguire a erogare i servizi, e quali, ma mancavano le pile. Ovviamente, niente da fare nemmeno per l’iniziativa Estate con noi.Ora, la complessa procedura di liquidazione. Per dire: si è fatta istanza all’Agenzia per la famiglia, che ora ha chiesto un consulto all’Avvocatura provinciale, per vedere se sia possibile ottenere almeno parte dei contributi anche in assenza di Durc. In più, ci sono da avvertire le famiglie una ad una, effettuare i bonifici di rimborso di quanto già versato. Martedì si sono convocate in sede le giovani collaboratrici. Tre ore e mezza di riunione, dove si è spiegata loro «l’assenza dei presupposti per poter continuare le attività». Il liquidatore precisa: «In tutto sono coinvolte una quindicina di persone: Cococo, collaborazioni occasionali». Si tratta di studentesse che così si pagavano la retta universitaria, insegnanti adulti o in pensione che lavoravano in Akademia per arrotondare. «La sede, non di proprietà ma in affitto, dovrà essere lasciata».
Tra le ragazze rimaste senza un lavoro, Gloria Finotti, studentessa di psicologia: «Avevo già lavorato da loro a luglio. Poi ho cominciato a settembre, il doposcuola alle Marcelline. Mi piace lavorare coi bambini e non volevo più pesare sui miei genitori. Lo stipendio è arrivato sempre in ritardo, anche un mese. Abbiamo visto una busta paga in tutto. Mi hanno pagato fino a dicembre, poi più nulla. Dovevamo sempre farci sentire, ci pareva di chiedere l’elemosina. Meno male che abito dai miei, perché se avessi dovuto pagare un mutuo… Sono sotto di mille euro». Era contenta, racconta, «dall’1 alle 4, fra la mensa e il doposcuola, un orario ideale, che mi lasciava tempo per seguire le lezioni online e studiare. Sono dispiaciuta soprattutto per le famiglie, per i bambini, per la scuola che ha dovuto organizzarsi altrimenti, all’ultimo».
«Siamo consapevoli che questa situazione può comportare difficoltà per collaboratori, docenti e famiglie», commenta l’ultimo presidente di Akademia, Alvaro Abbondi. La cui responsabilità, a suo dire, sarebbe da ascrivere anche alla «eccessiva rigidità dimostrata dalla Provincia». Gli aspetti amministrativi connessi alla cooperativa, chiarisce, sono ora disciplinati nell’ambito della procedura prevista dalla legge. In questo momento di chiusura delle attività, conclude, «desideriamo esprimere un sincero ringraziamento a tutte le persone che negli anni hanno contribuito alla vita di Akademia. Il percorso realizzato e condiviso in questi trent’anni rappresenta un patrimonio di esperienze educative e culturali che resterà parte della vita della comunità».




