Sicilia

Agrigento, spedizione punitiva finita in omicidio: chieste 15 condanne

Confermare le condanne a 14 e 13 anni per l’omicidio di Roberto Di Falco, il 37enne di Palma di Montechiaro ucciso il 28 febbraio 2024 nel piazzale della concessionaria del Villaggio Mosè ad Agrigento. E’ la richiesta del procuratore generale alla corte di assise di appello di Palermo, presieduta da Sergio Gulotta, che ha fissato per il 28 maggio le arringhe difensive. La sentenza di primo grado dell’8 luglio scorso aveva condannato Calogero Zarbo, 42 anni, a 14 anni, 2 mesi e 20 giorni, e Domenico Avanzato, 38 anni, a 13 anni e 4 mesi per omicidio come reato non voluto e tentato omicidio in concorso. Secondo la ricostruzione, i due erano partiti da Palma con i fratelli Roberto e Angelo Di Falco per punire il concessionario accusato di una truffa con assegno scoperto. Durante la colluttazione il commerciante reagì e, nel tentativo di difendersi, spostò la pistola che Roberto Di Falco stava per usare. Il colpo partì, colpendo mortalmente l’uomo all’addome. Angelo Di Falco, 40 anni, fratello della vittima, è processato separatamente per omicidio per errore e tentato omicidio del figlio del concessionario. Difensori avvocati Giuseppe Barba e Antonio Ragusa.


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