Agrigento, si chiude il ciclo di incontri organizzato da Baps e Arca Fondi. Magri: Sicilia vero hub energetico del Paese
L’impatto delle dinamiche geopolitiche sull’economia nazionale e del Mezzogiorno è stato il focus degli incontri organizzati da BAPS e ARCA FONDI il 27 marzo a Ragusa e oggi, 31 marzo, ad Agrigento. Nel corso di questo roadshow, Paolo Magri, Presidente del Comitato Scientifico di ISPI, ha approfondito le conseguenze delle tensioni internazionali sui mercati finanziari e sulle prospettive di crescita del Sud Italia. L’iniziativa rappresenta la terza tappa di un percorso iniziato il 20 marzo a Palermo con Enrico Letta e che si concluderà il 1 aprile a Catania con il Magnifico Rettore dell’Università Cattolica Prof.ssa Elena Beccalli.
L’analisi di Paolo Magri ha evidenziato uno scenario globale dominato da quella che ha definito una “guerra per scelta”, un conflitto in cui la razionalità politica sembra aver ceduto il passo a personalismi e dinamiche di ricatto. Magri ha evidenziato come l’Iran, nonostante l’inferiorità militare rispetto al colosso americano, stia utilizzando la geografia come una vera e propria “fionda di Davide”, bloccando lo Stretto di Hormuz e innescando la più grande interruzione energetica della storia recente. Questa crisi non è solo una questione di prezzi del greggio, che pure hanno subito oscillazioni violente a causa dei messaggi speculativi via social, ma colpisce il cuore della stabilità sociale. Mentre in Asia si assiste già a razionamenti energetici e assalti ai distributori, in Europa e in Italia il rischio è quello di un impantanamento economico e politico duraturo.
Il focus si è poi spostato sulla Sicilia, descritta da Magri come il vero hub energetico del Paese e, proprio per questo, punto di massima vulnerabilità in caso di escalation. La regione si trova in una posizione di frontiera non solo per il gas, ma anche militarmente e per i flussi migratori, rendendo vitale per il territorio che prevalga una logica di consenso internazionale anziché di scontro. Magri ha inoltre lanciato un monito sull’Europa, definendola “umiliata” e non consultata nelle decisioni strategiche globali, sottolineando come la frammentazione tra i 27 Stati impedisca di trasformare il mercato e la difesa in una reale potenza capace di competere con USA e Cina.
Secondo Paolo Magri, i grandi attori mondiali sono chiamati nel 2026 alla prova dei fatti, dovendo trasformare ambizioni in azioni concrete in un contesto dove il Mezzogiorno e il Mediterraneo possono assumere un peso maggiore solo se capaci di cogliere le trasformazioni in atto.
Saverio Continella, A.D. della Banca Agricola Popolare di Sicilia, ha dichiarato: Scambiare idee e contribuire a un confronto sulla situazione economica attuale è un dovere della Banca, specialmente ora che BAPS è diventata la banca di tutti i siciliani”. Continella ha sottolineato come: “questo investimento nella qualità del dibattito pubblico serve ad aiutare famiglie e imprese a leggere le trasformazioni in corso con maggiore consapevolezza, creando un ponte stabile tra finanza e società”.
Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale di Arca Fondi SGR ha concluso: “Nell’attuale contesto geopolitico la capacità di interpretare correttamente i mercati diventa il principale valore aggiunto per la tutela del risparmio. Insieme a BAPS, vogliamo offrire agli imprenditori e ai risparmiatori siciliani non solo soluzioni di investimento solide, ma anche le chiavi di lettura necessarie per navigare l’incertezza e trasformare i rischi globali in scelte finanziarie strategiche per il futuro del territorio”.
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