AGRICOLTURA: COSPA, “CON MERCOSUR INVASIONE PRODOTTI SUDAMERICANI, MINACCIA PER AZIENDE LOCALI” | Notizie di cronaca
L’AQUILA – “Il Mercosur porterà miseria nelle nostre campagne, verranno travolte all’importazione della materia prima, riguardano la carne bovina, pollame, zucchero e cereali, che potrebbero subire una forte concorrenza dai prodotti sudamericani, spesso coltivati con costi di produzione inferiori e standard meno stringenti”.
Lo sostiene Dino Rossi, dell’associazione di allevatori Cospa. Venerdì a Milano si è svolta una protesta degli agricoltori italiani contro l’accordo di libero scambio fra l’Unione Europea e il Mercosur, il mercato comune sudamericano di cui sono membri Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’accordo fa sì che, nel tempo, saranno cancellati i dazi sul 91% degli scambi commerciali che avvengono tra Ue e Mercosur. Oggi, per esempio, sono in vigore dazi del 14% su farmaci, del 20% sui prodotti industriali e addirittura del 35% sulle automobili. Le tariffe costano circa quattro miliardi di euro all’anno alle aziende europee.
In sostanza, per i Paesi Ue sarà più semplice esportare in America Latina questi prodotti (per l’Italia si può pensare soprattutto ad auto, macchinari industriali, ma anche prodotti chimici e farmaci), mentre per gli Stati del Mercosur si tratterà soprattutto di un nuovo canale di vendita per carne, riso e altri prodotti agricoli. Proprio la questione agricola, però, è al centro delle proteste più accese contro l’accordo.
Gli agricoltori denunciano l’intensificarsi di una probabile concorrenza sleale dovuta a norme meno rigorose, che alla fine potrebbe far crollare i prezzi in tutti questi settori. Gli allevatori di bovini, in particolare, temono che le 99.000 tonnellate a dazi ridotti si concentrino sui tagli nobili.
“L’accordo apre anche le porte all’export UE di macchinari, auto, prodotti chimici, farmaceutici, vino e formaggi, eliminando dazi elevati (fino al 35% su alcuni prodotti).L’accordo Mercosur prevede la tutela di solo 60 aziende agroindustriali, ma in Italia come tutti sanno, ci sono molte di aziende che hanno resistito alle restrizioni imposte dalla UE in special modo sulle aziende zootecniche, restrizioni che nei paesi dell’America latina non esistono nemmeno nell’anticamera del cervello. Quello che non si capisce in Abruzzo si tutela delle terre aprutine e si tralascia l’eccellenza come l’arrosticino. I tanti olii d’oliva a livello nazionale non sono per niente nominati”.
Conclude Rossi: “è doveroso far capire alla politica miope italiana che quelle aziende che sono fuori dalla tutela del Mercosur, producono per questi grandi marchi che a loro volta fanno cartello sui prezzi d’acquisto al produttore. Per riparare al danno ormai fatto, sarebbe opportuno ridurre gli aiuti a queste aziende sotto tutela e aumentarli a quelle piccole aziende che andranno in sofferenza. Solo in questo modo si può compensare il danno fatto, magari dando anche la possibilità di vendere i prodotti agricoli nelle grandi distribuzioni, senza il famigerato marchio UE, tanto non avrebbe senso visto che verremo inondati da prodotti derivanti dall’America latina, “anche con etichette ingannevoli,” con standard discutibili che dovrebbero essere controllati: ma da chi?”




